Classi di reazione al fuoco dei materiali: norma Euroclasse e applicazione in compartimentazione

La classificazione della reazione al fuoco dei materiali è disciplinata in Italia dalla norma EN 13823 e dal Regolamento (UE) 305/2011, che definisce le Euroclassi da A1 a F. In materia di compartimentazioni antincendio, la scelta dei materiali secondo la loro classe di reazione determina direttamente la capacità della barriera di contenere la propagazione del fuoco. Questo articolo illustra il quadro normativo, le prescrizioni concrete e gli adempimenti richiesti al titolare dell'attività.

In sintesi

  • La reazione al fuoco è disciplinata da EN 13823 e classificata in 7 Euroclassi (A1, A2-s1, d0, B, C, D, E, F) con criteri di infiammabilità e velocità di propagazione della fiamma
  • In compartimentazioni antincendio, la norma prescrive materiali di classe A2-s1, d0 o superiore (A1) per elementi strutturali e di delimitazione, salvo eccezioni normative specifiche
  • La conformità si dimostra mediante certificato di reazione al fuoco rilasciato da laboratorio notificato secondo EN ISO/IEC 17065, non mediante autocertificazione
  • Titolari e RSPP devono documentare la classe di reazione dei materiali impiegati e conservare la certificazione per le verifiche ispettive
  • La normativa italiana rimanda alle Euroclassi senza eccezioni: non esistono classificazioni nazionali alternative per la reazione al fuoco

Quadro normativo: EN 13823 e Regolamento UE 305/2011

La reazione al fuoco dei materiali in Italia è regolata dalla norma armonizzata EN 13823:2020 (Reaction to fire tests for products - Building products - Non-combustibility test), in recepimento del Regolamento (UE) 305/2011 sui prodotti da costruzione. Questa norma non è facoltativa: è obbligatoria per la classificazione e la commercializzazione di qualsiasi materiale da costruzione destinato a opera permanente in Italia.

La norma EN 13823 definisce un metodo di prova standardizzato (SBI - Cone Calorimeter test) che misura il comportamento al fuoco di un campione di materiale in condizioni controllate di esposizione al calore. I parametri misurati sono: la velocità di propagazione della fiamma, la produzione di fumo, la caduta di gocce infiammate e la velocità di rilascio di calore. Sulla base di questi parametri, il laboratorio notificato assegna una delle sette Euroclassi.

Il Decreto Ministeriale 3 agosto 2015 (Codice della sicurezza antincendio) recepisce integralmente il sistema Euroclasse e rimanda a EN 13823 per la determinazione della classe di reazione al fuoco. Non esiste in Italia una classificazione nazionale parallela: le Euroclassi sono l'unico sistema riconosciuto dalle autorità di prevenzione incendi.

  • EN 13823:2020 è la norma armonizzata obbligatoria per la classificazione della reazione al fuoco
  • Il Regolamento UE 305/2011 rende la marcatura CE e la dichiarazione di prestazione obbligatorie per tutti i prodotti da costruzione
  • Il D.M. 3 agosto 2015 non introduce eccezioni: le Euroclassi sono vincolanti per tutte le applicazioni in compartimentazione

Le sette Euroclassi: definizione e criteri di assegnazione

Le Euroclassi sono sette categorie ordinate da A1 (migliore comportamento al fuoco) a F (peggiore). La loro assegnazione non è arbitraria, ma basata su soglie numeriche precise misurate durante la prova SBI (Single Burning Item test) secondo EN 13823.

Classe A1: materiali non combustibili o con comportamento al fuoco equivalente a quello dei materiali non combustibili. Accesso a questa classe è subordinato al superamento di due prove: la prova SBI e la prova di infiammabilità secondo EN ISO 1182 o EN ISO 1011. Esempi: lana di roccia, lana di vetro, alcuni cementi armati, acciaio nudo. Non è richiesta marcatura CE per i materiali A1 secondo EN 13823.

Classe A2-s1, d0: materiali con comportamento molto buono al fuoco. Superano la prova SBI con valori di FIGRA ≤ 120 W/s, LFS ≥ bordo del campione, THR600s ≤ 7,5 MJ, e nella prova di infiammabilità non si osserva fiamma sulla guaina. Esempi: lana minerale di qualità superiore, alcuni gessi, legno trattato con vernici intumescenti certificate.

Classi B, C, D, E, F: categorie intermedie con criteri progressivamente meno restrittivi. La classe E corrisponde ai materiali facilmente infiammabili, la classe F a quelli senza classificazione o non testati. Nessun materiale di classe E o F è ammesso in compartimentazioni antincendio secondo il D.M. 3 agosto 2015.

  • Classe A1: non combustibile, accesso solo con doppia prova (SBI + EN ISO 1182/1011)
  • Classe A2-s1, d0: molto buono al fuoco, ammessa in compartimentazione con documentazione certificata
  • Classi E e F: vietate in compartimentazione; classi B, C, D ammesse solo in contesti specifici e sempre con certificazione
  • La sigla 's1, d0' indica produzione limitata di fumo (s1) e assenza di gocce infiammate (d0)

Prescrizioni in compartimentazione: quale classe è obbligatoria

Il D.M. 3 agosto 2015 e le Norme Tecniche di Prevenzione Incendi (NTPI) prescrivono che gli elementi costruttivi di una compartimentazione antincendio (pareti, solai, porte, sigillature) devono essere realizzati con materiali di classe A2-s1, d0 o superiore (cioè A1). Questa prescrizione è assoluta e non ammette deroghe per le strutture portanti e le delimitazioni di compartimento.

Per gli elementi non strutturali (finiture, isolanti interni, sigillanti) la norma consente, in determinati contesti e con documentazione specifica, l'impiego di materiali di classe B o C, purché il progettista antincendio lo abbia esplicitamente previsto nella relazione di sicurezza e il materiale sia certificato. Tuttavia, in pratica, gli elementi di delimitazione (pareti, porte REI) richiedono sempre A2-s1, d0 minimo.

Per porte tagliafuoco REI, la norma EN 16034 (marcatura CE) e il D.M. 3 agosto 2015 richiedono che i materiali costituenti il battente e il telaio siano di classe A2-s1, d0 minimo. Le guarnizioni termoespandenti devono anch'esse rispettare questa soglia. Wrap e fasce intumescenti per la protezione di tubazioni combustibili devono essere A2-s1, d0 certificati.

Per protezione di travi e colonne in acciaio, la verniciatura intumescente deve avere certificato di reazione al fuoco A2-s1, d0 o A1. Allo stesso modo, intumescente su lamiera grecata e solai collaboranti richiede certificazione A2-s1, d0 minimo per la conformità normativa.

  • Elementi strutturali e di delimitazione di compartimento: A2-s1, d0 minimo (obbligatorio)
  • Porte REI: materiali costituenti devono essere A2-s1, d0 certificati secondo EN 16034
  • Sigillature e intumescenti: A2-s1, d0 minimo per mantenere la funzione di compartimentazione
  • Eccezioni per materiali B o C sono ammesse solo con esplicita prescrizione del progettista antincendio e documentazione tecnica

Evoluzione normativa: cosa è cambiato rispetto al passato

Prima del 2005, in Italia era in vigore la classificazione nazionale di reazione al fuoco (classi 0, 1, 2, 3, 4, 5), definita dal D.M. 26 giugno 1984. Questa classificazione era basata su prove diverse (prova della gabbia, prova dell'attico) e non era armonizzata con gli altri paesi europei. Un materiale classificato come classe 0 secondo il D.M. 1984 non era automaticamente equivalente a un materiale A1 secondo EN 13823.

Con l'entrata in vigore del Regolamento (UE) 305/2011 (gennaio 2013), l'Unione Europea ha reso obbligatorio il ricorso alle Euroclassi per tutti i prodotti da costruzione commercializzati nell'UE. L'Italia ha recepito questa disposizione nel D.M. 3 agosto 2015, che ha definitivamente abrogato il sistema nazionale di classificazione. Oggi, qualsiasi materiale da costruzione venduto in Italia deve avere una certificazione di reazione al fuoco secondo EN 13823.

Un aspetto importante è che la classificazione Euroclasse non è retroattiva: i materiali installati prima del 2013 secondo la vecchia normativa non necessitano di ricertificazione per le verifiche ispettive, ma se vengono sostituiti o integrati, il nuovo materiale deve essere A2-s1, d0 minimo. Questo crea situazioni miste nelle compartimentazioni più datate, che il RSPP deve documentare in fase di verifica.

  • Fino al 2005: classificazione nazionale D.M. 1984 (classi 0-5), non armonizzata
  • 2013-2015: transizione a Euroclassi obbligatorie per legge UE e recepimento italiano
  • Oggi: solo EN 13823 è riconosciuta; il D.M. 1984 è abrogato per i nuovi materiali
  • Materiali datati non richiedono ricertificazione, ma sostituzioni devono essere A2-s1, d0

Adempimenti del titolare dell'attività e del RSPP

Il titolare dell'attività è responsabile di garantire che tutti i materiali impiegati in compartimentazioni antincendio siano conformi alle prescrizioni di reazione al fuoco. Questo significa: acquisire la documentazione di reazione al fuoco al momento dell'acquisto, conservarla in archivio (cartaceo o digitale) e metterla a disposizione durante le verifiche ispettive dell'autorità di prevenzione incendi.

Il RSPP deve verificare, durante la redazione del documento di valutazione dei rischi incendi, che i materiali presenti in compartimentazione siano effettivamente certificati A2-s1, d0 o superiore. Non è sufficiente affidarsi alla dichiarazione del fornitore: è necessario richiedere il certificato di reazione al fuoco rilasciato da laboratorio notificato (identificabile dal numero di notifica NANDO - Nuovo Approccio Notified and Designated Organisations). Un certificato valido deve riportare: il nome del laboratorio, il numero di notifica, la data di prova, il codice del campione testato, la classe assegnata e la firma del responsabile tecnico.

In caso di sostituzione di materiali (ad esempio, cambio di porte REI, rifacimento di sigillature), il titolare deve acquisire la certificazione del nuovo materiale prima dell'installazione e conservarla. Manutenzione porte tagliafuoco UNI 11473 non modifica la classe di reazione al fuoco, ma deve essere documentata per dimostrare che la funzione di compartimentazione è mantenuta.

Durante le verifiche ispettive (CPI, VVF), l'autorità può chiedere copia dei certificati di reazione al fuoco. L'assenza di documentazione non invalida la compartimentazione, ma espone il titolare a prescrizioni (ordini di produzione della documentazione entro termine) o, in caso di non conformità effettiva, a ordini di adeguamento. La responsabilità ricade sul titolare, non sul progettista o sull'installatore, anche se questi ultimi devono garantire la fornitura di materiali certificati.

  • Titolare: acquisire e conservare certificati di reazione al fuoco per tutti i materiali in compartimentazione
  • RSPP: verificare conformità A2-s1, d0 durante la valutazione dei rischi incendi; richiedere certificati a laboratorio notificato
  • Certificato valido: deve riportare nome laboratorio, numero NANDO, data, classe e firma responsabile tecnico
  • Sostituzione materiali: acquisire certificazione prima dell'installazione; manutenzione non modifica la classe
  • Verifiche ispettive: l'autorità può richiedere documentazione; assenza espone a prescrizioni

Come dimostrare la conformità in caso di verifica ispettiva

La conformità della reazione al fuoco si dimostra mediante il certificato di reazione al fuoco, che è un documento tecnico rilasciato da un laboratorio accreditato e notificato secondo il Regolamento (UE) 305/2011. Il certificato deve essere originale o copia autenticata e deve contenere almeno i seguenti dati: denominazione e indirizzo del laboratorio, numero di notifica NANDO (verificabile sul sito NANDO della Commissione Europea), data della prova, codice univoco del campione testato, descrizione completa del prodotto (composizione, spessore, densità), norma di prova applicata (EN 13823), classe di reazione al fuoco assegnata, firma e timbro del responsabile tecnico del laboratorio.

Il certificato deve essere conservato in copia presso la sede dell'attività, preferibilmente in un fascicolo dedicato alla documentazione antincendio. È utile organizzare un archivio per elemento (porte REI, sigillature, intumescenti, isolanti) e per data di installazione, in modo che durante una verifica sia possibile reperire rapidamente la documentazione relativa a una specifica compartimentazione.

Se il titolare non dispone del certificato originale al momento della verifica, ma possiede la dichiarazione di prestazione (DoP - Declaration of Performance) fornita dal fornitore, questa può costituire un elemento di prova parziale. Tuttavia, la DoP non sostituisce il certificato di laboratorio: essa rimanda al certificato e deve essere accompagnata da copia del certificato stesso. Se il certificato non è disponibile, l'autorità può ordinare al titolare di acquisirlo entro un termine (solitamente 30-60 giorni) contattando il fornitore o il produttore.

In caso di materiali datati (installati prima del 2013), per i quali non esista certificazione secondo EN 13823, il RSPP può documentare la conformità storica mediante: certificato secondo D.M. 1984 (se disponibile), dichiarazione del fornitore originale, fotografie d'archivio, o relazione tecnica del progettista originario. L'autorità valuterà se accettare questa documentazione storica o ordinare una ricertificazione. In pratica, se la compartimentazione è ancora funzionante e non è stata modificata, la ricertificazione non è obbligatoria, ma è consigliabile per le future verifiche.

  • Certificato di reazione al fuoco: documento da laboratorio notificato con numero NANDO verificabile
  • Contenuto minimo: nome laboratorio, numero NANDO, data, codice campione, descrizione prodotto, classe, firma responsabile
  • Conservazione: fascicolo dedicato presso la sede, organizzato per elemento e data di installazione
  • DoP (Dichiarazione di Prestazione): rimanda al certificato ma non lo sostituisce
  • Materiali datati: certificato D.M. 1984 o documentazione storica accettati se compartimentazione non modificata
  • Mancanza di certificato: autorità ordina acquisizione entro termine; non invalida automaticamente la compartimentazione

Ruolo dell'installatore nella verifica della conformità

L'installatore di compartimentazioni antincendio (porte REI, sigillature, intumescenti) ha l'obbligo contrattuale e deontologico di verificare che i materiali forniti dal produttore siano certificati A2-s1, d0 minimo. Questa verifica deve avvenire prima della posa in opera: l'installatore deve richiedere al fornitore copia del certificato di reazione al fuoco e confrontarlo con la specifica tecnica del progetto.

Nel caso di porte tagliafuoco REI, l'installatore deve verificare che la marcatura CE riporti la classe di reazione al fuoco (A2-s1, d0 minimo) e che la DoP fornita dal produttore rimandi a un certificato di laboratorio notificato. Analogamente, per sigillatura degli attraversamenti impiantistici, il sigillante deve essere certificato A2-s1, d0.

Se l'installatore rileva non conformità (ad esempio, un materiale di classe B fornito per una compartimentazione che richiede A2-s1, d0), ha l'obbligo di segnalarla al titolare dell'attività e al progettista antincendio, rifiutando la posa. Toli Fire, in qualità di esecutore, affianca il titolare e il progettista antincendio nella verifica della conformità dei materiali e nella documentazione della tracciabilità.

  • Installatore: verificare certificati di reazione al fuoco prima della posa in opera
  • Porte REI: controllare marcatura CE e DoP rimandante a certificato notificato
  • Sigillature: sigillante deve essere A2-s1, d0 certificato
  • Non conformità: obbligo di segnalazione e rifiuto della posa
  • Tracciabilità: conservare copia del certificato presso il cantiere durante l'esecuzione

Domande frequenti

Qual è la differenza tra classe di reazione al fuoco e classe di resistenza al fuoco (REI)?

La reazione al fuoco misura il comportamento di un materiale quando esposto al fuoco (velocità di propagazione della fiamma, produzione di fumo, gocce infiammate). È classificata in Euroclassi (A1, A2-s1, d0, B, C, D, E, F) secondo EN 13823. La resistenza al fuoco (REI) misura la capacità di un elemento costruttivo (porta, parete, solaio) di mantenere la funzione portante e di delimitazione per un tempo determinato (30, 60, 90 minuti). Un elemento REI 60 è realizzato con materiali di reazione al fuoco A2-s1, d0, ma la sua classe REI dipende dalla progettazione complessiva e dalla prova secondo EN 1634-1 o EN 13823.

Un materiale di classe A1 secondo EN 13823 è automaticamente conforme alle prescrizioni di compartimentazione?

Sì, un materiale A1 è automaticamente conforme alle prescrizioni di reazione al fuoco in compartimentazione. Tuttavia, la conformità della compartimentazione nel suo complesso richiede anche il rispetto di altre norme: la resistenza al fuoco (REI), la sigillatura degli attraversamenti, la continuità della delimitazione. Un materiale A1 è una condizione necessaria ma non sufficiente.

Posso utilizzare un certificato di reazione al fuoco secondo D.M. 1984 (classe 0) per dimostrare la conformità di una compartimentazione?

Per materiali installati prima del 2013, il certificato D.M. 1984 è accettato dalle autorità di prevenzione incendi come documentazione storica. Tuttavia, se il materiale viene sostituito o integrato, il nuovo materiale deve avere certificazione EN 13823 (A2-s1, d0 minimo). Se la compartimentazione non è stata modificata, non è obbligatorio ricertificare il materiale datato, ma è consigliabile per le future verifiche.

Chi è responsabile di acquisire il certificato di reazione al fuoco: il titolare, il progettista o l'installatore?

La responsabilità primaria ricade sul titolare dell'attività, che deve conservare la documentazione e metterla a disposizione durante le verifiche. Il progettista antincendio deve specificare la classe richiesta nella relazione di sicurezza. L'installatore deve verificare che i materiali forniti siano conformi e segnalare non conformità. In pratica, il fornitore (produttore o distributore) fornisce il certificato al momento della vendita; è compito della catena di fornitura garantire la tracciabilità.

Cosa succede se durante una verifica ispettiva non dispongo del certificato di reazione al fuoco?

L'assenza di certificato non invalida automaticamente la compartimentazione, ma espone il titolare a una prescrizione (ordine di acquisire il certificato entro 30-60 giorni). Se il certificato non può essere acquisito (ad esempio, il produttore è fallito), l'autorità può ordinare una ricertificazione del materiale mediante prelievo di campione e prova secondo EN 13823, oppure l'adeguamento della compartimentazione. La documentazione è essenziale per evitare questa escalation.

Un materiale di classe B è ammesso in compartimentazione se il progettista lo ha esplicitamente prescritto?

La norma consente materiali di classe B o C in contesti specifici e con esplicita prescrizione del progettista antincendio, ma solo per elementi non strutturali (ad esempio, isolanti interni). Per elementi di delimitazione (pareti, porte, sigillature), la norma prescrive A2-s1, d0 minimo, senza eccezioni. Se il progettista ha prescritto classe B per un elemento di delimitazione, la prescrizione è non conforme alla normativa e deve essere corretta.

Verifica la conformità della tua compartimentazione

I materiali della tua compartimentazione sono certificati A2-s1, d0? Contatta Toli Fire per una verifica della documentazione di reazione al fuoco e per l'installazione di elementi conformi secondo EN 13823 e D.M. 3 agosto 2015.

TOLI S.r.l. · Via Archimede Bellatalla, Pisa · P.IVA IT02490980501 · installazione e manutenzione antincendio

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