Compartimentazione vani ascensore: guida tecnica alla protezione passiva

La compartimentazione dei vani ascensore rappresenta uno dei nodi critici della protezione passiva al fuoco negli edifici. A differenza di altri ambienti, il vano ascensore non è uno spazio occupato in permanenza, ma costituisce un percorso preferenziale per la propagazione verticale del fuoco e del fumo tra i piani. Questo articolo affronta i parametri tecnici, le scelte costruttive e le verifiche operative che garantiscono l'efficacia della compartimentazione.

In sintesi

  • Il vano ascensore deve essere isolato dal resto dell'edificio mediante elementi costruttivi con resistenza al fuoco minima REI 60, salvo deroghe specifiche
  • Le pareti del vano devono essere realizzate in materiali di Euroclasse A2-s1, d0 o A1, senza eccezioni per elementi secondari
  • Gli attraversamenti impiantistici (cavi, tubazioni) richiedono sigillatura certificata per mantenere la continuità della compartimentazione
  • La posa in opera deve essere verificata con controlli visivi di continuità prima del collaudo finale
  • Le porte di accesso al vano (porte di servizio) devono essere REI 30 con chiusura automatica e maniglioni antipanico

Definizione e ruolo della compartimentazione nel vano ascensore

La compartimentazione del vano ascensore è un sistema di barriere costruttive progettate per contenere il fuoco e il fumo all'interno dello spazio verticale occupato dalla cabina, dalle guide e dai meccanismi di sollevamento. Non si tratta di una protezione della cabina stessa (che è responsabilità del costruttore della macchina), ma dell'isolamento dell'intero vano dalle aree adiacenti dell'edificio.

Questa distinzione è fondamentale perché il vano ascensore, in caso di incendio, può diventare un camino naturale che trasporta fumo e gas caldi verso i piani superiori, bypassando le barriere orizzontali (solai) se non adeguatamente sigillato. La compartimentazione interviene proprio su questo meccanismo, impedendo la propagazione verticale incontrollata.

La normativa italiana, attraverso il Codice della Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015) e le sue guide tecniche, definisce i requisiti minimi per questa compartimentazione in funzione della categoria di rischio dell'edificio e della sua altezza. Non esiste una soluzione unica: le scelte dipendono dalla geometria del vano, dai materiali strutturali e dalle destinazioni d'uso degli ambienti circostanti.

  • Isolamento verticale tra il vano ascensore e gli ambienti circostanti
  • Contenimento della propagazione di fumo e gas caldi verso i piani superiori
  • Protezione delle vie di fuga e dei percorsi di evacuazione
  • Mantenimento dell'integrità strutturale durante l'esposizione al fuoco

Meccanismi fisici della propagazione del fuoco nel vano ascensore

Il vano ascensore agisce come un condotto verticale dove il fuoco trova tre condizioni favorevoli: disponibilità di ossigeno (il vano è naturalmente ventilato attraverso le griglie di sfiato e i giochi costruttivi), accumulo di calore (l'aria calda sale naturalmente), e continuità verticale senza ostacoli. Quando un incendio si sviluppa in un piano, il fumo caldo tende a stratificarsi verso l'alto, trovando nel vano ascensore una via preferenziale di fuga.

La velocità di propagazione dipende dalla temperatura raggiunta nel focolaio, dalla differenza di pressione tra il piano interessato e i piani superiori, e dalla sezione libera del vano. In assenza di compartimentazione, il fumo può raggiungere i piani superiori in pochi minuti, compromettendo le vie di fuga e rendendo impossibile l'evacuazione dei piani alti.

La compartimentazione interviene creando una barriera termica e materiale che riduce il flusso convettivo verticale. Tuttavia, non è sufficiente che le pareti siano presenti: devono essere continue, senza fori, crepe o attraversamenti non sigillati. Anche un'apertura di 10 cm² non sigillata può compromettere l'efficacia della compartimentazione se sottoposta a differenziale di pressione.

  • Effetto camino: il vano ascensore facilita la risalita verticale del fumo per convezione naturale
  • Pressione differenziale: il fumo tende a spostarsi verso zone a pressione inferiore (piani superiori)
  • Continuità della barriera: anche piccoli fori compromettono l'isolamento se non sigillati
  • Inerzia termica: le pareti devono assorbire calore senza trasmetterlo agli ambienti adiacenti

Parametri normativi e grandezze tecniche della compartimentazione

La resistenza al fuoco minima richiesta per le pareti del vano ascensore è REI 60 secondo il Codice della Prevenzione Incendi, salvo specifiche deroghe per edifici a basso rischio o con altezza limitata. La sigla REI indica tre proprietà: R (resistenza meccanica), E (tenuta ai gas), I (isolamento termico). Per il vano ascensore, tutte e tre le proprietà sono critiche, poiché una parete che perde tenuta ai gas non contiene il fumo, e una parete che trasmette calore eccessivo accende i materiali combustibili negli ambienti adiacenti.

I materiali delle pareti devono appartenere alla classe di reazione al fuoco A2-s1, d0 o A1 secondo la norma EN 13823. Questo significa che il materiale stesso non deve contribuire alla propagazione del fuoco. Non sono ammessi materiali di classe superiore (B, C, D) nemmeno come strati secondari o di finitura. Questa restrizione è più severa rispetto ad altri ambienti perché il vano ascensore è uno spazio critico per la propagazione verticale.

Gli attraversamenti impiantistici (cavi elettrici, tubazioni, condotte) devono essere sigillati con sistemi certificati secondo EN 1366-3 (per tubi) o EN 1366-1 (per cavi). La sigillatura deve garantire la stessa resistenza al fuoco della parete (REI 60). Lo spessore della sigillatura e il numero di strati dipendono dal diametro dell'attraversamento e dal tipo di sistema utilizzato. Ad esempio, una sigillatura con malta intumescente per un tubo di diametro 100 mm richiede tipicamente uno spessore minimo di 40-50 mm per raggiungere REI 60.

  • Resistenza al fuoco minima: REI 60 per pareti perimetrali del vano ascensore
  • Classe di reazione al fuoco: A2-s1, d0 o A1 per tutti i materiali costitutivi
  • Sigillatura attraversamenti: EN 1366-3 per tubi, EN 1366-1 per cavi, con spessore minimo 40-50 mm
  • Tolleranza costruttiva: continuità senza interruzioni, fori o crepe superiori a 2 mm
  • Porte di accesso: REI 30 con chiusura automatica e resistenza meccanica conforme EN 1634-1
Elemento Requisito Norma di riferimento
Pareti perimetrali REI 60 (R, E, I) EN 13501-1, DM 3/8/2015
Materiali costitutivi A2-s1, d0 o A1 EN 13823
Sigillatura tubi REI 60, spessore ≥40 mm EN 1366-3
Porte di servizio REI 30, chiusura automatica EN 1634-1, UNI 11473
Continuità strutturale Nessun foro >2 mm, nessuna crepa Guida tecnica DM 3/8/2015

Scelte costruttive e materiali per la compartimentazione

La compartimentazione del vano ascensore può essere realizzata con diverse soluzioni costruttive, ciascuna con vantaggi e vincoli specifici. La scelta dipende dalla geometria del vano, dalla struttura portante dell'edificio, dai tempi di esecuzione e dalle esigenze di manutenzione futura dell'ascensore.

La soluzione più diffusa è il cartongesso ignifugo (tipo F o H secondo EN 520) applicato su una struttura metallica leggera. Il cartongesso ignifugo contiene gesso cristallizzato e fibre di vetro, che garantiscono una reazione al fuoco A2-s1, d0. Lo spessore minimo richiesto per raggiungere REI 60 è tipicamente 100-120 mm (due lastre da 50 mm ciascuna con intercapedine d'aria). Questa soluzione offre buona facilità di posa, reversibilità e compatibilità con i successivi lavori di manutenzione dell'ascensore.

In alternativa, è possibile utilizzare pannelli in lana di roccia ad alta densità (classe A1) incollati direttamente sulla struttura portante e rivestiti con rete e malta cementizia. Questa soluzione è più robusta meccanicamente e offre migliore isolamento acustico, ma richiede tempi di posa più lunghi e cura nella preparazione della superficie di incollaggio. Lo spessore minimo è circa 80-100 mm.

Una terza opzione è rappresentata dai pannelli in silicato di calcio (classe A1), utilizzati soprattutto in ambienti ad alta umidità o dove è richiesta una protezione meccanica elevata. Questi pannelli hanno densità maggiore e resistenza agli urti superiore, ma sono più fragili e richiedono una struttura di supporto più robusta. Sono meno comuni nei vani ascensore standard, ma trovano applicazione in edifici industriali o con requisiti specifici.

Indipendentemente dalla soluzione scelta, è fondamentale che la compartimentazione sia completamente separata dalla struttura dell'ascensore. Non è ammesso che le pareti si appoggino direttamente sulla guida dell'ascensore o sui cavi: deve esserci uno spazio di almeno 20-30 mm per consentire le dilatazioni termiche e le vibrazioni senza compromettere l'integrità della compartimentazione.

  • Cartongesso ignifugo: spessore 100-120 mm, facilità di posa, reversibile
  • Pannelli lana di roccia: spessore 80-100 mm, robustezza meccanica elevata, buon isolamento acustico
  • Pannelli silicato di calcio: classe A1, resistenza agli urti, per ambienti ad alta umidità
  • Distacco dalla struttura dell'ascensore: minimo 20-30 mm per dilatazioni termiche
  • Continuità senza interruzioni: nessun ponte termico o passaggio per fumo tra i piani

Sigillatura degli attraversamenti impiantistici e continuità della compartimentazione

Gli attraversamenti impiantistici rappresentano il punto critico della compartimentazione. Ogni tubo, cavo, condotta o tubazione che attraversa le pareti del vano ascensore crea un potenziale percorso per il fumo se non adeguatamente sigillato. La sigillatura deve essere certificata e applicata secondo specifiche procedure operative.

Per i tubi (condotte di ventilazione, tubazioni in rame o PVC), la sigillatura avviene tipicamente con sistemi intumescenti certificati EN 1366-3. L'intumescente è una malta o un elastomero che, quando esposto al calore, si espande e crea una barriera impermeabile ai gas. Lo spessore minimo della sigillatura è determinato dal diametro del tubo: per tubi fino a 100 mm, uno strato di 40-50 mm di intumescente è generalmente sufficiente per REI 60; per tubi di diametro maggiore, possono essere necessari strati multipli o sistemi più sofisticati (anelli intumescenti, collari certificati).

Per i cavi elettrici, la sigillatura è più complessa perché i cavi sono spesso raggruppati in fascette o canaline. La sigillatura deve consentire il passaggio dei cavi senza danneggiarli, mantenendo al contempo la continuità della barriera. I sistemi certificati includono sigillanti elastomerici, schiume intumescenti specifiche per cavi, e collari certificati. Lo spessore minimo è 30-40 mm attorno alla fascetta di cavi.

Una pratica comune, ma scorretta, è quella di sigillare gli attraversamenti solo dopo la posa della compartimentazione, durante le fasi finali dei lavori. Questo espone a rischi di incompletezza o di danno durante le operazioni successive. La procedura corretta prevede che la sigillatura sia pianificata in fase di progettazione, i fori siano realizzati con tolleranze precise, e la sigillatura sia eseguita immediatamente dopo la posa della parete, prima di qualsiasi altra lavorazione.

  • Sigillatura tubi: intumescente certificato EN 1366-3, spessore minimo 40-50 mm per REI 60
  • Sigillatura cavi: sistemi elastomerici o schiume intumescenti, spessore 30-40 mm
  • Collari certificati: alternativa ai sistemi sfusi, garantiscono conformità e reversibilità
  • Pianificazione in fase di progettazione: fori con tolleranze precise, sigillatura immediata
  • Documentazione: certificati di conformità EN 1366 per ogni attraversamento, con foto di posa

Implicazioni in cantiere e coordinamento con i lavori di ascensoristica

La compartimentazione del vano ascensore deve essere coordinata strettamente con l'installazione dell'ascensore stesso. Non è una lavorazione che può essere eseguita in parallelo senza conflitti: la sequenza e i tempi di esecuzione sono critici per evitare danneggiamenti e garantire la qualità finale.

La sequenza operativa corretta prevede: (1) realizzazione della struttura portante del vano ascensore (guide, funi, motore) fino al completamento della prova di carico; (2) posa della compartimentazione (pareti in cartongesso, lana di roccia o altri materiali) mantenendo gli spazi di distacco dalla struttura dell'ascensore; (3) sigillatura degli attraversamenti impiantistici (cavi di alimentazione, tubi di drenaggio, condotte di ventilazione); (4) posa delle porte di servizio e dei sistemi di chiusura automatica; (5) finiture finali (sigillatura di giunti, vernici, segnaletica).

Un errore comune è posticipare la compartimentazione fino alle fasi finali dei lavori, pensando che sia una lavorazione di finitura. Questo crea conflitti con le operazioni di manutenzione e collaudo dell'ascensore, che richiedono accesso frequente al vano. Se la compartimentazione viene realizzata dopo il collaudo, il rischio di danno durante le operazioni di manutenzione è elevato, e la verifica della continuità diventa difficile.

Un'altra implicazione riguarda la gestione dello spazio. Il vano ascensore ha dimensioni precise, e l'aggiunta di pareti di compartimentazione riduce lo spazio interno di circa 100-120 mm (dipende dallo spessore della compartimentazione). Questo deve essere previsto in fase di progettazione della struttura dell'ascensore, altrimenti si crea il rischio di interferenze tra la compartimentazione e le guide o i componenti meccanici.

La manutenzione futura dell'ascensore richiede accesso al vano. Se la compartimentazione è realizzata in cartongesso, deve essere facilmente removibile in sezioni per consentire interventi su componenti critici. Se è realizzata in materiali più rigidi, devono essere previste aperture di accesso permanenti, opportunamente sigillate, per consentire ispezioni e manutenzione.

  • Sequenza: struttura ascensore → compartimentazione → sigillature → porte → finiture
  • Distacco dalla struttura: 20-30 mm per evitare interferenze e consentire dilatazioni
  • Spessore della compartimentazione: 100-120 mm, deve essere previsto in fase di progettazione
  • Accesso per manutenzione: aperture removibili o permanenti, opportunamente sigillate
  • Protezione durante i lavori: barriere temporanee per evitare danni durante collaudo e manutenzione

Verifiche finali e checklist di completamento della compartimentazione

La verifica della compartimentazione è un'operazione critica che determina se il lavoro è stato eseguito secondo le specifiche. Non è sufficiente una verifica visiva superficiale: è necessario un controllo sistematico di tutti i parametri tecnici e della continuità della barriera.

La prima verifica riguarda la continuità visiva delle pareti. Devono essere assenti fori, crepe, distacchi o discontinuità. Particolare attenzione ai giunti tra le lastre di cartongesso, ai punti di contatto tra la compartimentazione e la struttura portante, e agli angoli. Anche una crepa di 2-3 mm, se non sigillata, può compromettere l'isolamento ai gas. Questa verifica deve essere documentata fotograficamente, con particolare attenzione ai dettagli critici.

La seconda verifica riguarda la sigillatura degli attraversamenti. Per ogni attraversamento impiantistico, deve essere verificato: (a) la presenza della sigillatura, (b) lo spessore minimo (40-50 mm per tubi, 30-40 mm per cavi), (c) l'aderenza al tubo o al cavo, (d) l'assenza di vuoti o bolle d'aria. Questa verifica richiede l'apertura di alcuni attraversamenti in punti strategici, per ispezionare la qualità della sigillatura in profondità. Deve essere documentata con foto e misure di spessore.

La terza verifica riguarda le porte di servizio. Devono essere verificati: (a) la classificazione REI 30, (b) la corretta installazione dei sistemi di chiusura automatica, (c) la presenza dei maniglioni antipanico (se richiesti), (d) la funzionalità della chiusura e dell'apertura, (e) l'assenza di giochi eccessivi tra la porta e il telaio. Questa verifica è documentata nel verbale di manutenzione porte tagliafuoco UNI 11473.

La quarta verifica riguarda la documentazione. Devono essere raccolti e verificati: (a) i certificati di conformità dei materiali (cartongesso ignifugo, lana di roccia, ecc.), (b) i certificati EN 1366 per le sigillature degli attraversamenti, (c) i certificati di resistenza al fuoco delle porte, (d) le dichiarazioni di conformità dei sistemi di chiusura automatica, (e) le foto di posa e dei dettagli costruttivi. La mancanza di documentazione non invalida l'esecuzione, ma crea difficoltà nelle verifiche ispettive successive.

Infine, deve essere redatto un verbale di completamento della compartimentazione, firmato dal direttore dei lavori e dall'esecutore, che attesti la conformità ai requisiti tecnici e normativi. Questo verbale diventa parte della documentazione dell'edificio e supporta le verifiche antincendio periodiche.

  • Continuità visiva: nessun foro, crepa o discontinuità superiore a 2 mm, documentazione fotografica
  • Sigillatura attraversamenti: spessore minimo 40-50 mm per tubi, 30-40 mm per cavi, ispezione in profondità
  • Porte di servizio: classificazione REI 30, chiusura automatica, maniglioni antipanico, funzionalità
  • Documentazione: certificati EN 1366, certificati di resistenza al fuoco, dichiarazioni di conformità
  • Verbale di completamento: sottoscritto da direttore lavori ed esecutore, parte della documentazione dell'edificio
  1. Verifica continuità pareti: ispezione visiva sistematica, foto dettagli critici, nessun foro >2 mm
  2. Verifica sigillature: spessore minimo, aderenza, assenza di vuoti, campionamento in profondità
  3. Verifica porte: classificazione REI 30, chiusura automatica, maniglioni, funzionalità
  4. Raccolta documentazione: certificati materiali, EN 1366, resistenza fuoco, dichiarazioni conformità
  5. Redazione verbale: attestazione conformità, firme direttore lavori ed esecutore
  6. Archiviazione: documentazione parte del fascicolo antincendio dell'edificio

Domande frequenti

Qual è la resistenza al fuoco minima richiesta per le pareti del vano ascensore?

La resistenza al fuoco minima è REI 60 secondo il Codice della Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015). Questa classificazione significa che la parete deve mantenere resistenza meccanica (R), tenuta ai gas (E) e isolamento termico (I) per almeno 60 minuti di esposizione al fuoco standard EN 1363-1. Sono previste deroghe solo per edifici a basso rischio e altezza limitata, ma richiedono una valutazione specifica del professionista antincendio.

Posso utilizzare materiali di classe di reazione al fuoco B o C per la compartimentazione?

No. La norma EN 13501-1 richiede che i materiali costitutivi la compartimentazione del vano ascensore siano di classe A2-s1, d0 o A1. Non sono ammessi materiali di classe B, C, D o superiore, nemmeno come strati secondari o di finitura. Questa restrizione è più severa rispetto ad altri ambienti perché il vano ascensore è uno spazio critico per la propagazione verticale del fuoco.

Quale spessore minimo di sigillatura intumescente è necessario per un tubo di diametro 100 mm?

Per un tubo di diametro 100 mm, lo spessore minimo di sigillatura intumescente certificata EN 1366-3 è 40-50 mm per raggiungere una resistenza al fuoco REI 60. Lo spessore esatto dipende dal tipo di intumescente e dal diametro specifico del tubo. Per tubi di diametro maggiore, possono essere necessari strati multipli o sistemi certificati più sofisticati (collari intumescenti, anelli espandibili).

Come deve essere gestito lo spazio tra la compartimentazione e la struttura dell'ascensore?

Deve essere mantenuto uno spazio di distacco minimo di 20-30 mm tra la compartimentazione e la struttura dell'ascensore (guide, cavi, motore). Questo spazio è necessario per consentire le dilatazioni termiche della compartimentazione durante l'esposizione al fuoco e per evitare interferenze con le vibrazioni e i movimenti della cabina durante il funzionamento. Non è ammesso che la compartimentazione si appoggi direttamente sulla struttura dell'ascensore.

Quali documenti devo raccogliere per certificare la conformità della compartimentazione?

I documenti essenziali sono: (1) certificati di conformità dei materiali (cartongesso ignifugo, lana di roccia, ecc.) secondo EN 520 o EN 13162; (2) certificati EN 1366-3 per le sigillature dei tubi; (3) certificati EN 1366-1 per le sigillature dei cavi; (4) certificati di resistenza al fuoco delle porte di servizio (REI 30); (5) dichiarazioni di conformità dei sistemi di chiusura automatica; (6) foto di posa dei dettagli costruttivi critici. Questi documenti devono essere raccolti durante l'esecuzione e archiviati come parte della documentazione antincendio dell'edificio.

Posso realizzare la compartimentazione dopo il collaudo dell'ascensore?

È sconsigliato. La sequenza corretta prevede che la compartimentazione sia realizzata dopo l'installazione della struttura dell'ascensore (guide, funi, motore) ma prima del collaudo finale. Se posticipata alle fasi finali, il rischio di danno durante le operazioni di manutenzione e collaudo è elevato, e la verifica della continuità diventa difficile. Inoltre, la manutenzione futura dell'ascensore richiede accesso al vano, che deve essere gestito attraverso aperture opportunamente sigillate o sezioni removibili della compartimentazione.

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