Impianto a schiuma per depositi di infiammabili: scheda tecnica e criteri di scelta
In sintesi
- La schiuma combina tre meccanismi di spegnimento: raffreddamento, soffocamento e inibizione vapori, essenziale per i combustibili leggeri
- Gli impianti si dividono in bassa espansione (fino a 20:1) e media espansione (20:1-200:1), con prestazioni e campi di impiego diversi
- La classificazione tecnica dipende da portata, pressione, tipo di concentrato e geometria del deposito secondo EN 13384
- La scelta del modello richiede dati precisi: superficie liquida, profondità, tipo di prodotto stoccato e vincoli di accesso
- Manutenzione annuale obbligatoria del concentrato e verifica trimestrale delle tubazioni secondo le normative di settore
Composizione e funzionamento dell'impianto a schiuma
Un impianto a schiuma per depositi di infiammabili è costituito da una rete di tubazioni fisse, testata di controllo, serbatoio di stoccaggio del concentrato schiumogeno, pompa di pressurizzazione e dispositivi di erogazione (spruzzatori o cannoni). Il sistema funziona secondo il principio di aspirazione del concentrato (solitamente al 3-6% per bassa espansione, 1-3% per media espansione) che si miscela con l'acqua della rete antincendio, generando bolle di schiuma che si depositano sulla superficie del combustibile.
La schiuma crea una barriera isolante che riduce l'evaporazione dei vapori infiammabili, raffredda il liquido sottostante e soffoca la fiamma impedendo il contatto con l'ossigeno. Questo triplo meccanismo la rende particolarmente efficace su idrocarburi leggeri (benzina, gasolio, cherosene) e oli vegetali. A differenza dell'acqua pura, la schiuma non precipita rapidamente nei serbatoi aperti e mantiene la sua efficacia anche su superfici inclinate o con ostacoli.
Il sistema può operare in pressione costante (attraverso una pompa dedicata) o in depressione (aspirando il concentrato dalla tubazione principale). La scelta dipende dalla geometria del deposito, dalla portata richiesta e dalla disponibilità di riserva idrica. I componenti principali sono certificati secondo EN 12922 (concentrati schiumogeni) e EN 13384 (impianti fissi).
- Aspirazione del concentrato al 3-6% (bassa espansione) o 1-3% (media espansione)
- Triplo meccanismo: raffreddamento, soffocamento, inibizione vapori
- Efficace su idrocarburi leggeri, oli vegetali e combustibili polari
- Certificazione EN 12922 per i concentrati e EN 13384 per l'impianto completo
Varianti dimensioni e configurazioni disponibili sul mercato
Gli impianti a schiuma si dividono principalmente in due categorie per rapporto di espansione: bassa espansione (fino a 20:1) e media espansione (20:1-200:1). La bassa espansione è il standard per i depositi di combustibili liquidi, con schiuma densa e stabile che non si disperde facilmente. La media espansione trova impiego in spazi confinati o su fuochi di grandi dimensioni dove è necessaria una copertura più rapida.
Le configurazioni disponibili variano in funzione della portata richiesta, misurata in litri al minuto (l/min). Un deposito di piccole dimensioni (fino a 50 m² di superficie) richiede impianti da 500-1000 l/min, mentre depositi di media grandezza (50-200 m²) necessitano di 2000-4000 l/min. I depositi di grandi dimensioni (oltre 200 m²) richiedono sistemi modulari con più testine di erogazione e portate cumulative fino a 8000-10000 l/min.
La pressione di esercizio varia tra 7 e 10 bar per i sistemi a bassa espansione, con tubazioni in acciaio zincato DN 25, DN 32 o DN 40 a seconda della portata. I serbatoi di stoccaggio del concentrato vanno da 200 litri (depositi piccoli) a 2000 litri (depositi industriali). Ogni configurazione richiede una valutazione specifica della superficie liquida e della profondità massima del serbatoio di stoccaggio.
- Bassa espansione (fino a 20:1): standard per combustibili liquidi, schiuma densa e stabile
- Media espansione (20:1-200:1): per spazi confinati e fuochi di grandi dimensioni
- Portate: 500-1000 l/min (piccoli), 2000-4000 l/min (medi), 8000-10000 l/min (grandi)
- Pressione esercizio: 7-10 bar, tubazioni DN 25/DN 32/DN 40 in acciaio zincato
- Serbatoi concentrato: 200-2000 litri a seconda della geometria del deposito
| Categoria | Rapporto espansione | Portata (l/min) | Superficie deposito | Pressione bar |
|---|---|---|---|---|
| Bassa espansione | Fino a 20:1 | 500-1000 | Fino a 50 m² | 7-10 |
| Bassa espansione | Fino a 20:1 | 2000-4000 | 50-200 m² | 7-10 |
| Media espansione | 20:1-200:1 | 4000-10000 | Oltre 200 m² | 8-10 |
Prestazioni e classificazione secondo le normative europee
La classificazione tecnica di un impianto a schiuma è definita dalla norma EN 13384, che specifica i requisiti di progettazione, installazione e manutenzione. La prestazione dell'impianto è espressa in termini di tempo di copertura (il tempo necessario a ricoprire completamente la superficie liquida con uno strato di schiuma di almeno 15 cm) e di tempo di estinzione (il tempo totale per controllare e spegnere il fuoco). Per i depositi di combustibili leggeri, il tempo di copertura non deve superare i 60 secondi, mentre il tempo di estinzione completo varia tra 5 e 15 minuti a seconda del tipo di prodotto e della profondità del serbatoio.
La sigla di classificazione comprende: il tipo di concentrato (AFFF per idrocarburi tradizionali, FFFP per combustibili polari), il rapporto di espansione, la portata nominale e la pressione di esercizio. Ad esempio, un impianto classificato come 'AFFF 3% - 2000 l/min - 10 bar' indica un sistema a bassa espansione con concentrato sintetico al 3%, portata di 2000 litri al minuto e pressione di 10 bar. Questa sigla è obbligatoria nella documentazione tecnica dell'impianto e deve essere verificata durante i controlli periodici.
La norma EN 13384 richiede inoltre una verifica annuale della prestazione del concentrato schiumogeno attraverso test di laboratorio certificati. Il concentrato perde efficacia nel tempo (degradazione del 10-15% ogni 2 anni) e deve essere controllato mediante analisi chimiche secondo EN 12922. I risultati di questi test devono essere documentati e conservati per almeno 5 anni, insieme ai rapporti di manutenzione dell'impianto.
- Norma di riferimento: EN 13384 (impianti fissi) e EN 12922 (concentrati schiumogeni)
- Tempo di copertura: massimo 60 secondi per depositi di combustibili leggeri
- Tempo di estinzione: 5-15 minuti a seconda del prodotto e profondità serbatoio
- Sigla classificazione: tipo concentrato - percentuale - portata - pressione
- Verifica annuale del concentrato obbligatoria con analisi chimiche certificate
- Degradazione concentrato: 10-15% ogni 2 anni, documentazione conservata 5 anni
Campi di impiego tipici e limitazioni
Gli impianti a schiuma sono obbligatori nei depositi di liquidi infiammabili secondo il D.Lgs. 81/2008 e le normative di settore specifiche (CEI, UNI). Trovano applicazione in depositi di benzina, gasolio, cherosene, oli minerali, oli vegetali e solventi organici. Sono particolarmente efficaci su fuochi di classe B (combustibili liquidi) e su alcuni combustibili polari (alcoli, eteri) quando si utilizza il concentrato FFFP. Non sono invece indicati per fuochi di classe A (materiali solidi) o classe C (gas), dove sono preferibili impianti a diluvio o sprinkler.
Il campo di impiego varia anche in funzione della geometria del deposito. Gli impianti a bassa espansione sono idonei per serbatoi aperti o con aperture di accesso (vasche di raccolta, piscine di contenimento), mentre gli impianti a media espansione trovano impiego in spazi confinati o sottoterra dove la ventilazione naturale è limitata. La profondità massima del liquido infiammabile influisce sulla scelta della portata: per profondità superiori a 3 metri è necessario aumentare la portata per garantire una penetrazione efficace della schiuma fino al fondo del serbatoio.
Una limitazione importante è rappresentata dalla compatibilità del concentrato con i materiali di costruzione del deposito. I concentrati schiumogeni moderni (AFFF sintetici) possono danneggiare vernici, sigillanti e rivestimenti in determinate condizioni. Inoltre, la schiuma non è efficace su combustibili molto volatili (come il gas naturale liquefatto) o su superfici molto inclinate (oltre 45°), dove tende a scivolare verso il basso. Questi vincoli devono essere valutati durante la fase di progettazione in affiancamento al professionista antincendio del cliente.
- Obbligatorio nei depositi di liquidi infiammabili secondo D.Lgs. 81/2008
- Efficace su fuochi classe B (combustibili liquidi) e combustibili polari con FFFP
- Non indicato per classe A (solidi) e classe C (gas)
- Bassa espansione per serbatoi aperti, media espansione per spazi confinati
- Profondità massima: oltre 3 metri richiede aumento portata
- Limitazioni: compatibilità con rivestimenti, combustibili molto volatili, superfici inclinate
Criteri di scelta del modello e dimensionamento
La scelta del modello corretto richiede il rilievo di almeno cinque parametri fondamentali: superficie liquida totale (in m²), profondità massima del serbatoio (in metri), tipo e densità del combustibile stoccato, geometria del contenitore (rettangolare, cilindrico, con ostacoli interni) e disponibilità di riserva idrica. Questi dati permettono di calcolare la portata minima richiesta secondo la formula: Portata (l/min) = Superficie (m²) × Coefficiente di carico (che varia tra 8 e 15 l/min/m² a seconda del tipo di combustibile e della profondità). Ad esempio, un deposito di 100 m² di superficie con profondità di 2 metri e stoccaggio di gasolio richiede una portata minima di 100 × 10 = 1000 l/min.
Una volta calcolata la portata, è necessario verificare la disponibilità di pressione della rete antincendio (solitamente 7-10 bar) e la capacità della riserva idrica. Un impianto da 2000 l/min con tempo di copertura di 60 secondi e tempo di estinzione di 10 minuti richiede una riserva idrica minima di (2000 × 10 × 60) / 1000 = 1200 litri, più il volume del concentrato (solitamente 3-6% della portata totale). La riserva idrica può essere costituita da vasche dedicate, dalla rete idrica municipale (se garantita in pressione durante l'incendio) o da una combinazione di entrambe.
La scelta della tipologia di concentrato (AFFF sintetico, FFFP per polari, o concentrati a base biologica) dipende dal tipo di combustibile stoccato e dalle normative ambientali locali. I concentrati sintetici sono i più diffusi e hanno un costo inferiore, ma presentano limitazioni ambientali in alcune regioni. Il professionista antincendio del cliente deve validare la scelta in funzione della normativa vigente e della compatibilità con i materiali presenti nel deposito. Toli Fire affianca il cliente in questa valutazione fornendo i dati tecnici necessari per la progettazione.
- Parametri di rilievo: superficie, profondità, tipo combustibile, geometria, riserva idrica
- Formula portata: Superficie (m²) × Coefficiente carico (8-15 l/min/m²)
- Verifica disponibilità pressione (7-10 bar) e capacità riserva idrica
- Riserva idrica minima: (Portata × Tempo estinzione × 60) / 1000 + volume concentrato
- Scelta concentrato: AFFF sintetico, FFFP per polari, biologici per vincoli ambientali
- Validazione finale da parte del professionista antincendio del cliente
Informazioni tecniche da richiedere al fornitore prima dell'ordine
Prima di ordinare un impianto a schiuma, è essenziale fornire al fornitore una documentazione tecnica completa che comprenda: planimetria del deposito in scala 1:100 con quotature precise, sezione verticale con indicazione della profondità massima del liquido, elenco dettagliato dei prodotti stoccati (nome commerciale, densità, punto di infiammabilità, viscosità), schema della rete idrica esistente con indicazione dei punti di allaccio disponibili, pressione e portata garantita dalla rete, ubicazione e capacità della riserva idrica (se presente), vincoli di accesso e spazi disponibili per l'installazione delle tubazioni.
Dal fornitore è necessario richiedere: una proposta tecnica dettagliata con disegno esecutivo dell'impianto, calcolo della portata con documentazione della formula utilizzata, certificazione EN 13384 dell'impianto completo, certificazione EN 12922 del concentrato schiumogeno, dichiarazione di conformità CE, manuale di uso e manutenzione in italiano, cronoprogramma di installazione con indicazione dei giorni di interruzione dell'attività, stima dei costi di manutenzione annuale (controllo concentrato, ispezione tubazioni, test di funzionamento). Inoltre, il fornitore deve fornire un documento che specifichi le responsabilità di gestione post-installazione: chi è responsabile della verifica annuale del concentrato, della manutenzione trimestrale delle tubazioni e della formazione del personale addetto.
È importante verificare che il fornitore sia in grado di fornire un servizio di manutenzione continuativa nel tempo. Molti impianti falliscono non per difetti costruttivi, ma per carenze nella manutenzione periodica. Chiedere al fornitore la disponibilità di un contratto di manutenzione che includa: ispezione visiva trimestrale delle tubazioni e dei raccordi, verifica annuale della pressione dell'impianto, analisi chimiche annuali del concentrato, sostituzione del concentrato ogni 2-3 anni, test funzionale annuale con erogazione controllata (se possibile). Toli Fire offre servizi di manutenzione e verifica periodica degli impianti di spegnimento, operando in affiancamento al professionista antincendio del cliente per garantire la conformità normativa nel tempo.
- Documentazione da fornire: planimetria, sezione, elenco prodotti, schema rete idrica, riserva
- Proposta tecnica: disegno esecutivo, calcolo portata, certificazioni EN 13384 e EN 12922
- Dichiarazione CE, manuale italiano, cronoprogramma installazione, costi manutenzione
- Documento responsabilità: verifica concentrato, manutenzione tubazioni, formazione personale
- Contratto manutenzione: ispezione trimestrale, verifica annuale pressione, analisi chimiche
- Sostituzione concentrato ogni 2-3 anni, test funzionale annuale controllato
Posa in opera e manutenzione in sintesi
La posa in opera di un impianto a schiuma richiede il coordinamento tra il fornitore dell'impianto, l'impresa idraulica e il professionista antincendio del cliente. Le fasi principali sono: allestimento della riserva idrica (vasche, serbatoi o allacci alla rete), posa della rete di tubazioni in acciaio zincato DN 25/DN 32/DN 40 secondo il progetto esecutivo, installazione della testata di controllo con valvola di non ritorno e manometri, montaggio del serbatoio del concentrato con pompa di pressurizzazione, collegamento dei dispositivi di erogazione (spruzzatori o cannoni) secondo la geometria del deposito. Ogni collegamento deve essere eseguito con raccordi certificati e sigillato con nastro in PTFE per evitare perdite. Durante la posa è obbligatorio eseguire una prova di pressione dell'impianto a 1,5 volte la pressione di esercizio (solitamente 15 bar) per verificare l'assenza di perdite.
La manutenzione ordinaria comprende tre livelli di intervento. Controllo trimestrale: ispezione visiva di tubazioni, raccordi e dispositivi di erogazione per rilevare corrosione, perdite o danni meccanici. Verifica annuale: test di pressione dell'impianto, controllo della portata effettiva dei dispositivi di erogazione, analisi chimiche del concentrato schiumogeno (secondo EN 12922) per verificare la percentuale di principi attivi e la stabilità. Sostituzione del concentrato: ogni 2-3 anni, a seconda dei risultati dell'analisi chimica e delle indicazioni del produttore. Inoltre, è obbligatorio eseguire un test funzionale controllato ogni 3-5 anni, con erogazione di schiuma su una superficie di prova per verificare la qualità della copertura e il tempo di estinzione effettivo.
La documentazione della manutenzione deve essere conservata in un registro dedicato, con indicazione della data, del tipo di intervento, dei risultati delle verifiche e della firma del tecnico responsabile. Questo registro è obbligatorio secondo EN 13384 e deve essere messo a disposizione dell'autorità competente in caso di ispezione. ANCORA fornisce una checklist operativa applicabile anche agli impianti a schiuma. Toli Fire fornisce assistenza nella redazione dei piani di manutenzione e nella formazione del personale addetto al controllo periodico degli impianti.
- Fasi posa: riserva idrica, tubazioni DN 25/DN 32/DN 40, testata controllo, serbatoio concentrato, dispositivi erogazione
- Prova pressione obbligatoria: 1,5 × pressione esercizio (solitamente 15 bar)
- Controllo trimestrale: ispezione visiva tubazioni, raccordi, dispositivi erogazione
- Verifica annuale: test pressione, controllo portata, analisi chimica concentrato EN 12922
- Sostituzione concentrato: ogni 2-3 anni in funzione analisi chimica
- Test funzionale controllato: ogni 3-5 anni con erogazione su superficie di prova
Domande frequenti
Qual è la differenza tra un impianto a schiuma e un impianto a diluvio per depositi di infiammabili?
L'impianto a schiuma miscela acqua e concentrato schiumogeno per creare una barriera isolante che raffredda, soffoca e inibisce i vapori del combustibile. L'impianto a diluvio eroga solo acqua in grande quantità, efficace per il raffreddamento ma non per l'isolamento dei vapori. La schiuma è più efficace su fuochi di classe B (combustibili liquidi) perché agisce su tre fronti contemporaneamente, mentre il diluvio è preferibile per aree con materiali solidi o quando è necessaria una copertura molto rapida di grandi superfici. [ANCORA](https://www.tolifire.com/blogs/notizie/impianto-diluvio-aree-alto-rischio-200) approfondisce le caratteristiche degli impianti a diluvio.
Quanto costa la manutenzione annuale di un impianto a schiuma?
Il costo della manutenzione annuale varia in funzione della portata e della complessità dell'impianto. Per un impianto da 2000 l/min, il costo medio è tra 1500 e 3000 euro all'anno, che comprende: controllo trimestrale (300-500 euro), verifica annuale con analisi chimica del concentrato (800-1200 euro), sostituzione parziale del concentrato se necessaria (400-800 euro). La sostituzione completa del concentrato (ogni 2-3 anni) ha un costo aggiuntivo di 1500-3000 euro a seconda del volume del serbatoio. Questi costi sono indicativi e variano in base alla regione e alla disponibilità di fornitori locali.
Un impianto a schiuma è obbligatorio in tutti i depositi di combustibili?
Secondo il D.Lgs. 81/2008 e le normative di settore, gli impianti a schiuma sono obbligatori nei depositi di liquidi infiammabili con superficie superiore a 50 m² o con quantità stoccate superiori a 1000 litri. Depositi di dimensioni inferiori possono essere protetti con estintori portatili e naspi, ma la valutazione finale dipende dalla valutazione del rischio effettuata dal professionista antincendio del cliente. Toli Fire affianca il cliente nella determinazione della soluzione più idonea in funzione della normativa vigente e della geometria del deposito.
Posso utilizzare un concentrato schiumogeno diverso da quello specificato in progetto?
No, il concentrato deve essere dello stesso tipo e marca specificato nel progetto esecutivo e nella certificazione EN 13384 dell'impianto. Cambiare concentrato senza validazione tecnica può alterare le prestazioni dell'impianto (tempo di copertura, qualità della schiuma, compatibilità con i materiali). Se è necessario cambiare concentrato per motivi ambientali o di disponibilità, è obbligatorio richiedere al fornitore una nuova certificazione EN 13384 che validi la compatibilità con l'impianto esistente.
Quale norma tecnica garantisce la conformità di un impianto a schiuma?
La norma di riferimento è EN 13384 (Impianti fissi di lotta antincendio - Sistemi di schiuma - Progettazione e installazione), che specifica i requisiti di progettazione, installazione, controllo e manutenzione. Inoltre, il concentrato schiumogeno deve essere certificato secondo EN 12922 (Agenti estinguenti - Schiume - Specifiche per concentrati schiumogeni). La dichiarazione di conformità CE dell'impianto deve riportare esplicitamente il riferimento a queste norme. Durante la manutenzione, è obbligatorio verificare che l'impianto rimanga conforme a EN 13384 attraverso controlli periodici documentati.
Quanto tempo impiega a installarsi un impianto a schiuma in un deposito esistente?
Il tempo di installazione varia in funzione della complessità del deposito e della portata richiesta. Per un impianto di media grandezza (2000-4000 l/min) in un deposito rettangolare senza ostacoli interni, l'installazione richiede 5-10 giorni lavorativi, compresi: allestimento riserva idrica (1-2 giorni), posa tubazioni (2-3 giorni), installazione testata e serbatoio concentrato (1-2 giorni), montaggio dispositivi erogazione (1 giorno), prove di pressione e collaudi (1-2 giorni). Depositi con geometrie complesse o con vincoli di accesso limitati possono richiedere tempi superiori. Durante l'installazione, è necessario prevedere interruzioni dell'attività del deposito, che devono essere coordinate con il cliente e documentate nel cronoprogramma fornito dal fornitore.
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