Riserva idrica antincendio: vasche e serbatoi per impianti di spegnimento
In sintesi
- La riserva idrica deve coprire il fabbisogno totale dell'impianto per la durata richiesta (solitamente 30-60 minuti)
- Vasche in acciaio, cemento armato o polietilene hanno prestazioni diverse in termini di durabilità, manutenibilità e conformità normativa
- Il volume minimo dipende dal numero e dal tipo di erogatori (sprinkler, naspi, idranti) e dalla classe di rischio dell'edificio
- Controlli periodici su livello, qualità dell'acqua e integrità strutturale sono obbligatori per mantenere l'efficienza dell'impianto
- La scelta della vasca deve considerare lo spazio disponibile, l'accesso per la manutenzione e la compatibilità con il sistema di pompaggio
Che cosa è e come è fatto un serbatoio di riserva idrica antincendio
Un serbatoio di riserva idrica antincendio è un contenitore destinato a immagazzinare l'acqua necessaria all'alimentazione degli impianti di spegnimento. La sua funzione è garantire una disponibilità idrica costante e sufficiente per tutta la durata dell'intervento di spegnimento, indipendentemente dall'alimentazione della rete pubblica. Secondo la norma UNI 10779, la riserva deve essere calcolata in base alla portata totale dell'impianto e al tempo di funzionamento richiesto (generalmente 30 minuti per edifici civili, fino a 60 minuti per strutture industriali o ad alto rischio).
La struttura di un serbatoio antincendio comprende: il corpo principale (vasca), il sistema di alimentazione (tubo di carico con filtro), il tubo di prelievo (solitamente posizionato a 30-50 cm dal fondo per evitare sedimenti), il tubo di troppo pieno (diametro minimo DN 50), il tubo di svuotamento con valvola di intercettazione, e un accesso ispezionabile per la pulizia interna. Molti serbatoi includono anche un indicatore di livello (meccanico o elettronico) e una valvola antiritorno per evitare contaminazioni della rete pubblica.
La qualità dell'acqua stoccata deve essere controllata periodicamente. L'acqua non deve contenere particelle sospese superiori a 100 micrometri, per evitare l'intasamento dei sistemi di pompaggio e degli erogatori. Per questo motivo, il tubo di prelievo è sempre posizionato in alto rispetto al fondo della vasca, e il serbatoio deve essere dotato di coperchio o di griglia di protezione per impedire l'ingresso di corpi estranei.
- Funzione: garantire disponibilità idrica costante per 30-60 minuti di funzionamento dell'impianto
- Componenti essenziali: corpo vasca, tubo di carico con filtro, tubo di prelievo, troppo pieno, svuotamento, accesso ispezionabile
- Qualità dell'acqua: particelle sospese max 100 micrometri, controllo periodico obbligatorio
- Posizionamento tubo prelievo: 30-50 cm dal fondo per evitare sedimenti
Varianti dimensioni e configurazioni disponibili sul mercato
I serbatoi di riserva idrica antincendio sono disponibili in una gamma ampia di volumi, da 5 m³ per piccole installazioni (edifici residenziali con pochi sprinkler) fino a 500 m³ e oltre per complessi industriali. Le dimensioni più comuni nel mercato italiano sono: 5, 10, 20, 30, 50, 100, 150, 200, 300 m³. La scelta del volume dipende dal fabbisogno calcolato secondo la norma UNI 10779, che richiede: portata totale dell'impianto (l/min) × tempo di funzionamento richiesto (min) ÷ 1000 = volume in m³.
Per quanto riguarda i materiali costruttivi, il mercato offre tre soluzioni principali: (1) acciaio al carbonio zincato o verniciato, adatto per ambienti interni protetti e con durata di 15-20 anni; (2) cemento armato, preferibile per installazioni interrate o in ambienti umidi, con durata superiore a 30 anni; (3) polietilene ad alta densità (PEAD), leggero e resistente alla corrosione, ideale per installazioni esterne o in ambienti aggressivi. Ciascun materiale presenta vantaggi e limitazioni in termini di costo iniziale, manutenibilità e conformità normativa.
Le configurazioni disponibili includono: vasche orizzontali (ingombro ridotto in altezza, facilita l'ispezione), vasche verticali (minor ingombro in pianta, adatte a spazi ristretti), vasche interrate (protezione termica e estetica, ma accesso più complesso), vasche pensili (alimentazione per gravità, riduce il carico sulla pompa). Alcune installazioni prevedono anche serbatoi a doppia camera, dove una sezione è dedicata all'antincendio e l'altra a usi civili o irrigui, con separazione garantita da una valvola antiritorno certificata.
La tabella seguente sintetizza le varianti più diffuse e i loro campi di impiego tipico:
| Materiale | Volumi tipici | Configurazione | Campo di impiego | Durata stimata |
|---|---|---|---|---|
| Acciaio zincato | 5–100 m³ | Orizzontale, verticale | Edifici civili, uffici, alberghi | 15–20 anni |
| Cemento armato | 20–500 m³ | Interrata, verticale | Complessi industriali, ospedali, grandi strutture | 30+ anni |
| Polietilene PEAD | 5–100 m³ | Verticale, pensile | Ambienti esterni, aree umide, cantieri | 20–25 anni |
| Acciaio inox | 5–50 m³ | Verticale, orizzontale | Laboratori, strutture sanitarie, ambienti critici | 25+ anni |
Prestazioni e classificazione: come si legge la sigla tecnica
Le prestazioni di un serbatoio di riserva idrica antincendio sono definite da parametri tecnici standardizzati. La sigla più importante è il volume nominale, espresso in m³ (ad esempio: 30 m³, 100 m³). Accanto a questo, la norma UNI 10779 richiede la dichiarazione della pressione massima di esercizio (bar), solitamente 10 bar per serbatoi standard, e la pressione di taratura della valvola di sicurezza (se presente). Un serbatoio classificato come "30 m³ – 10 bar" significa che contiene 30 metri cubi di acqua e può sopportare una pressione massima di 10 bar senza cedimenti strutturali.
Un altro parametro critico è la portata di prelievo garantita, espressa in l/min. Questa dipende dal diametro del tubo di prelievo e dalla prevalenza della pompa di alimentazione. Ad esempio, un serbatoio da 100 m³ alimentato da una pompa da 100 l/min con prevalenza di 30 m garantisce una portata costante di 100 l/min per almeno 30 minuti (corrispondenti a 3000 litri, il 3% del volume totale). La norma richiede che la portata sia mantenuta costante per tutta la durata dell'intervento, indipendentemente dal calo del livello.
La classificazione costruttiva segue la norma EN 12922 (serbatoi a pressione) e la UNI 10779 (impianti antincendio ad acqua). Un serbatoio conforme deve riportare: il marchio CE (se rientra nella Direttiva ATEX o PED), il numero di identificazione della vasca, la data di costruzione, il volume nominale, la pressione massima di esercizio, il materiale costruttivo, e il nome del fabbricante. Alcuni serbatoi sono certificati secondo la norma EN 12922 Categoria I (pressione massima 0,5 bar) o Categoria II (pressione massima 25 bar), a seconda dell'applicazione.
La sigla di prestazione completa di un serbatoio potrebbe essere: "Serbatoio acciaio zincato, 100 m³, pressione max 10 bar, conforme UNI 10779, EN 12922 Cat. II, tubo prelievo DN 80, tubo carico DN 50, troppo pieno DN 50, svuotamento DN 40". Questa descrizione permette al progettista e all'installatore di verificare la conformità alle specifiche di progetto.
- Volume nominale: espressionein m³ (5, 10, 20, 30, 50, 100, 150, 200, 300 m³ sono i più comuni)
- Pressione massima di esercizio: solitamente 10 bar per serbatoi standard, fino a 25 bar per categorie superiori
- Portata di prelievo garantita: l/min, dipende dal diametro del tubo e dalla pompa di alimentazione
- Conformità normativa: marchio CE, UNI 10779, EN 12922, con identificazione costruttiva completa
- Diametri dei tubi: prelievo (DN 50–100), carico (DN 40–50), troppo pieno (DN 50), svuotamento (DN 25–40)
Dove si usa tipicamente la riserva idrica in vasche e serbatoi
La riserva idrica in vasche e serbatoi è obbligatoria in tutti gli impianti di spegnimento ad acqua quando l'alimentazione dalla rete pubblica non è garantita o insufficiente. Negli edifici civili (uffici, alberghi, centri commerciali), la riserva copre il fabbisogno dei sistemi sprinkler e dei naspi antincendio per almeno 30 minuti di funzionamento continuo. In strutture critiche come ospedali, cliniche e RSA, la riserva deve garantire 60 minuti di autonomia, in quanto l'evacuazione è più complessa e il tempo di intervento dei vigili del fuoco può essere più lungo.
Negli impianti industriali (capannoni, depositi, stabilimenti chimici), la riserva idrica è dimensionata in base alla classe di rischio dell'attività. Un deposito di materiali combustibili (Classe IV) richiede una riserva maggiore rispetto a un ufficio (Classe I). Negli impianti con sprinkler a comando automatico (wet pipe), la riserva alimenta direttamente la rete; negli impianti a secco (dry pipe), la riserva è collegata al compressore che mantiene la pressione nella tubazione principale.
Negli edifici residenziali di nuova costruzione, la riserva idrica è spesso integrata nella vasca di raccolta acque piovane o nella vasca di accumulo per usi civili, con separazione garantita da una valvola antiritorno. Nelle strutture alberghiere e ricettive (come alcuni alberghi storici della Toscana, ad esempio il Sina Hotels e il Baglioni Hotels), la riserva è frequentemente interrata per motivi estetici e per ridurre le perdite termiche. Negli impianti di spegnimento per sale server e ambienti critici, la riserva è talvolta abbinata a sistemi di filtraggio avanzato per proteggere le apparecchiature da particolati.
Le installazioni presso strutture pubbliche (ministeri, caserme, come la Guardia di Finanza Pisa) e presso grandi infrastrutture (come gli impianti gestiti da Amplia S.p.A. sulle autostrade) utilizzano serbatoi di grandi dimensioni (100–300 m³) con sistemi di pompaggio ridondanti e controllo automatico del livello. In questi casi, la riserva è spesso dimensionata per garantire l'autonomia di più impianti contemporaneamente.
- Edifici civili: riserva per 30 minuti di funzionamento sprinkler + naspi
- Strutture critiche (ospedali, RSA): riserva per 60 minuti di autonomia
- Impianti industriali: dimensionamento in base alla classe di rischio dell'attività
- Edifici residenziali: integrazione con vasche di raccolta acque, separazione garantita da valvola antiritorno
- Strutture pubbliche e infrastrutture: serbatoi di grande volume (100–300 m³) con pompaggio ridondante
Come si sceglie il modello di serbatoio giusto per il progetto
La scelta del serbatoio di riserva idrica antincendio inizia dal calcolo del volume minimo richiesto. Questo è determinato dalla formula: Volume (m³) = [Portata totale impianto (l/min) × Tempo di funzionamento (min)] ÷ 1000. Ad esempio, un impianto sprinkler con portata totale di 100 l/min e tempo di funzionamento di 30 minuti richiede un volume minimo di 3 m³. Tuttavia, è pratica consolidata aggiungere un margine di sicurezza del 10–20%, portando il volume a 3,5–3,6 m³. In questo caso, si sceglierebbe un serbatoio da 5 m³ come primo passo commerciale disponibile.
Il secondo criterio di scelta è la valutazione dello spazio disponibile. Se l'edificio ha una cantina o un locale tecnico con altezza sufficiente (almeno 2,5–3 m), si può optare per un serbatoio verticale, che occupa meno superficie in pianta. Se lo spazio è limitato in altezza ma ampio in lunghezza, un serbatoio orizzontale è più appropriato. Per gli edifici senza spazi sotterranei (come molte strutture in Toscana), la soluzione è un serbatoio interrato, che richiede uno scavo e fondazioni adeguate, ma garantisce protezione termica e non compromette l'estetica esterna.
Il terzo criterio riguarda il materiale costruttivo. L'acciaio zincato è la scelta più economica per ambienti interni asciutti e protetti. Il cemento armato è preferibile per installazioni interrate o in ambienti umidi, e offre una durata superiore. Il polietilene PEAD è ideale per ambienti esterni o dove è necessaria la massima resistenza alla corrosione. L'acciaio inox è riservato a strutture sanitarie o laboratori dove la qualità dell'acqua è critica.
Il quarto criterio è la compatibilità con il sistema di pompaggio. Se la riserva alimenta un impianto con pompa centrifuga, il tubo di prelievo deve avere un diametro sufficiente a garantire una velocità di aspirazione non superiore a 1,2 m/s (per evitare cavitazione). Un tubo DN 80 è adatto a portate fino a circa 150 l/min; un tubo DN 100 è necessario per portate superiori. La posizione della pompa (in prossimità del serbatoio, a meno di 7 m di distanza) influenza la scelta del diametro.
Infine, è essenziale verificare l'accesso per la manutenzione. Il serbatoio deve essere dotato di un accesso ispezionabile (portello di almeno 600 × 600 mm) per consentire la pulizia interna ogni 2–3 anni. Se il serbatoio è interrato, deve essere prevista una scala interna o esterna per raggiungere il fondo in sicurezza. Toli Fire affianca il cliente nella valutazione di questi aspetti durante il sopralluogo preliminare, come descritto nella checklist di compartimentazione.
- Calcolo volume minimo: (Portata l/min × Tempo min) ÷ 1000 + margine 10–20%
- Valutazione spazio: verticale (altezza sufficiente), orizzontale (ampiezza), interrato (protezione)
- Scelta materiale: acciaio (interno asciutto), cemento (interrato), PEAD (esterno), inox (sanitario)
- Compatibilità pompaggio: diametro tubo prelievo per velocità aspirazione ≤ 1,2 m/s
- Accesso manutenzione: portello ispezionabile 600×600 mm, scala interna/esterna, pulizia ogni 2–3 anni
Cosa chiedere al fornitore prima di ordinare il serbatoio
Prima di sottoscrivere un ordine, è fondamentale richiedere al fornitore una documentazione tecnica completa. Questa deve includere: il disegno tecnico quotato (planimetria, sezione, prospetto), le dimensioni esterne e interne, il peso a vuoto e a pieno carico, la pressione massima di esercizio, il materiale costruttivo con certificato di conformità (per l'acciaio, il certificato di zincatura secondo EN ISO 1461), la lista dei componenti interni (tubo prelievo, tubo carico, troppo pieno, svuotamento, valvole, indicatore di livello), e il certificato di collaudo idrostatico (pressione di prova e risultati).
È essenziale chiedere la conformità normativa esplicita. Il fornitore deve dichiarare per iscritto che il serbatoio è conforme alla norma UNI 10779 (Impianti di spegnimento incendi – Reti di idranti e impianti sprinkler – Progettazione, installazione e manutenzione) e, se applicabile, alla norma EN 12922 (Serbatoi a pressione non soggetti a fiamma). Se il serbatoio è soggetto alla Direttiva PED (Pressure Equipment Directive, per pressioni superiori a 0,5 bar × litri), deve riportare il marchio CE con il numero di notifica dell'organismo notificato.
Chiedere al fornitore la disponibilità di accessori e ricambi: valvola antiritorno certificata (se la riserva è in condivisione con usi civili), filtro di carico (classe 100 micrometri), indicatore di livello meccanico o elettronico con allarme, valvola di sicurezza tarata, manometro, termometro (per monitorare la qualità dell'acqua), e tutte le flange e i raccordi di collegamento. Verificare che questi componenti siano disponibili a magazzino e con tempi di consegna rapidi.
Richiedere un'offerta di servizi post-vendita: assistenza tecnica per la progettazione dell'installazione, supporto durante la posa in opera, formazione del personale di manutenzione, disponibilità di pezzi di ricambio per almeno 10 anni. Chiedere anche se il fornitore offre un servizio di collaudo in cantiere (verifica della pressione, del livello, della qualità dell'acqua) e un certificato di conformità finale firmato.
Infine, richiedere una garanzia scritta sulla struttura (solitamente 12–24 mesi) e sui componenti interni (solitamente 12 mesi). Chiedere esplicitamente se la garanzia copre anche i danni causati da corrosione interna (in caso di acqua non trattata) e se sono incluse le ispezioni periodiche durante il primo anno di esercizio. Toli Fire, durante l'affidamento di un impianto di spegnimento, verifica questi aspetti in affiancamento al professionista antincendio del cliente, come avviene negli interventi di subappalto per cantieri PNRR.
- Documentazione tecnica: disegni quotati, peso, pressione max, materiale con certificati, componenti interni, collaudo idrostatico
- Conformità normativa: UNI 10779, EN 12922, marchio CE se applicabile, dichiarazione di conformità firmata
- Accessori e ricambi: valvola antiritorno, filtro, indicatore livello, valvola sicurezza, manometro, disponibilità a magazzino
- Servizi post-vendita: assistenza tecnica, formazione, ricambi per 10 anni, collaudo in cantiere, certificato finale
- Garanzia: struttura 12–24 mesi, componenti 12 mesi, copertura corrosione interna, ispezioni primo anno incluse
Posa in opera e manutenzione in sintesi
La posa in opera di un serbatoio di riserva idrica antincendio richiede una sequenza operativa precisa. Innanzitutto, deve essere verificata la fondazione: il serbatoio deve poggiare su una base in cemento armato, piana e livellata, con portanza sufficiente a sopportare il peso a pieno carico (calcolato come volume in m³ × 1000 kg). Ad esempio, un serbatoio da 100 m³ pesa circa 100 tonnellate a pieno carico; la fondazione deve avere una portanza minima di 50 kPa (5 tonnellate per m²). Se il serbatoio è interrato, è necessario verificare il drenaggio perimetrale per evitare ristagni d'acqua e infiltrazioni.
Durante l'installazione, i tubi di collegamento (carico, prelievo, troppo pieno, svuotamento) devono essere posizionati secondo il progetto e fissati con staffe ogni 1,5–2 m. Il tubo di prelievo deve essere posizionato a 30–50 cm dal fondo della vasca e deve terminare con un raccordo a gomito per evitare l'aspirazione di sedimenti. Il tubo di carico deve essere dotato di un filtro a rete (classe 100 micrometri) e di una valvola di ritegno per evitare il reflusso. Il tubo di troppo pieno deve scaricare in una zona sicura (non direttamente sulla rete fognaria, a meno che non sia previsto un sistema di separazione). Il tubo di svuotamento deve terminare con una valvola di intercettazione e un raccordo a gomito.
Una volta completata l'installazione, il serbatoio deve essere sottoposto a collaudo idrostatico: riempimento fino al 90% della capacità, mantenimento della pressione per 30 minuti, verifica dell'assenza di perdite. Dopo il collaudo, il serbatoio deve essere riempito lentamente (per evitare turbolenze che solleverebbero sedimenti) e l'acqua deve essere trattata con un disinfettante (solitamente cloro a 0,5–1 ppm) per prevenire la proliferazione di alghe e batteri.
La manutenzione ordinaria prevede controlli mensili del livello dell'acqua (deve essere mantenuto al 100% della capacità nominale), controlli trimestrali della qualità dell'acqua (pH 6,5–8, cloro residuo 0,2–0,5 ppm, assenza di particolati), e ispezioni semestrali delle valvole e dei raccordi per verificare l'assenza di perdite. La pulizia interna del serbatoio deve essere effettuata ogni 2–3 anni, con svuotamento totale, rimozione dei sedimenti, lavaggio con acqua demineralizzata, e reinizializzazione del trattamento chimico.
Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, è necessario controllare l'integrità strutturale del serbatoio ogni 5 anni (verifica visiva dell'assenza di corrosione, ruggine, crepe). Se il serbatoio è in acciaio, è consigliabile una verniciatura di manutenzione ogni 10 anni. Se il serbatoio è in cemento armato, è necessario verificare l'assenza di efflorescenze e crepe che potrebbero compromettere l'impermeabilità. Toli Fire fornisce supporto nella pianificazione della manutenzione periodica, come descritto nel documento manutenzione impianto sprinkler: frequenze e verifiche normative.
- Fondazione: cemento armato livellato, portanza minima 50 kPa, drenaggio perimetrale se interrato
- Posizionamento tubi: prelievo 30–50 cm dal fondo, carico con filtro 100 μm, troppo pieno in zona sicura, svuotamento con valvola
- Collaudo: riempimento al 90%, mantenimento pressione 30 min, assenza perdite, trattamento chimico iniziale
- Manutenzione ordinaria: controllo livello mensile, qualità acqua trimestrale (pH 6,5–8, cloro 0,2–0,5 ppm), ispezione valvole semestrale
- Manutenzione straordinaria: pulizia interna ogni 2–3 anni, verifica strutturale ogni 5 anni, verniciatura acciaio ogni 10 anni
Domande frequenti
Qual è il volume minimo di riserva idrica per un impianto sprinkler in un ufficio di 2000 m²?
Il volume minimo dipende dalla portata totale dell'impianto sprinkler, che è funzione del numero e della densità degli sprinkler. Per un ufficio di classe I (rischio basso), la norma UNI 10779 richiede una densità di 5 l/min/m² su un'area operativa di 150 m², corrispondente a una portata di 750 l/min. Con un tempo di funzionamento di 30 minuti, il volume minimo è (750 × 30) ÷ 1000 = 22,5 m³. Aggiungendo un margine di sicurezza del 10%, la riserva consigliata è di 25 m³. Tuttavia, è essenziale che il calcolo sia eseguito dal progettista antincendio sulla base della planimetria e del layout effettivo dell'impianto.
Posso condividere la riserva idrica tra l'impianto antincendio e l'uso civile (acqua sanitaria)?
Sì, è possibile, ma è obbligatorio rispettare le norme di separazione previste dalla UNI 10779 e dal Codice della Privacy dell'Acqua (D.Lgs. 152/2006). La riserva deve essere dotata di una valvola antiritorno certificata (conforme alla norma EN 13959) che impedisca il reflusso dell'acqua antincendio verso la rete civile. Inoltre, la qualità dell'acqua deve essere mantenuta costante (pH 6,5–8, cloro residuo 0,2–0,5 ppm, assenza di particolati), e deve essere effettuato un trattamento chimico regolare. È consigliabile consultare il gestore dell'acquedotto locale per verificare le compatibilità normative.
Quanto costa la manutenzione annuale di un serbatoio di riserva idrica?
I costi di manutenzione ordinaria annuale (controlli mensili del livello, trattamento chimico, ispezioni valvole) sono solitamente compresi tra 500 e 1500 euro, a seconda del volume e della complessità dell'impianto. La pulizia interna, effettuata ogni 2–3 anni, costa tra 2000 e 5000 euro per serbatoi di medie dimensioni (20–100 m³). La manutenzione straordinaria (verniciatura, riparazioni strutturali) può variare significativamente in base alle condizioni del serbatoio. Toli Fire fornisce un preventivo dettagliato dopo il sopralluogo, come descritto nel documento [costi manutenzione antincendio annuale](https://www.tolifire.com/blogs/notizie/costi-manutenzione-antincendio-annuale-166).
Qual è la differenza tra un serbatoio in acciaio zincato e uno in cemento armato?
L'acciaio zincato offre un costo iniziale inferiore (20–30% meno caro), è più leggero e facilita l'ispezione interna. Tuttavia, ha una durata di 15–20 anni e richiede una verniciatura di manutenzione ogni 10 anni. Il cemento armato ha un costo iniziale superiore, ma offre una durata di 30+ anni, è ideale per installazioni interrate, e non richiede verniciature. La scelta dipende dalla disponibilità di spazio, dal budget, e dalla durata prevista dell'impianto. Per edifici storici o strutture critiche (ospedali, alberghi di lusso), il cemento armato è preferibile.
Come posso verificare se il serbatoio è conforme alla norma UNI 10779?
Il serbatoio deve riportare una dichiarazione di conformità firmata dal fabbricante, che citi esplicitamente la norma UNI 10779. Inoltre, deve essere disponibile il certificato di collaudo idrostatico, il certificato di materiale (per l'acciaio), e la documentazione tecnica completa (disegni, pressione max, componenti). Se il serbatoio è soggetto alla Direttiva PED, deve riportare il marchio CE con il numero di notifica dell'organismo notificato. È consigliabile richiedere al fornitore una copia della certificazione prima dell'ordine e verificare che sia coerente con le specifiche di progetto.
Che cosa significa 'tubo di prelievo a 30–50 cm dal fondo' e perché è importante?
Il tubo di prelievo è il condotto attraverso il quale l'acqua viene aspirata dal serbatoio per alimentare la pompa e l'impianto di spegnimento. Posizionarlo a 30–50 cm dal fondo (anziché direttamente sul fondo) consente di evitare l'aspirazione di sedimenti, ruggine e particolati che si depositano nel corso del tempo. Questo protegge la pompa da ostruzioni e mantiene la qualità dell'acqua. Il tubo di prelievo termina con un raccordo a gomito (sifone) che crea un effetto di 'filtro naturale', impedendo l'ingresso di corpi estranei. Questa pratica è obbligatoria secondo la norma UNI 10779.
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