Porte tagliafuoco REI ed EI: le differenze e come…
Sicurezza Antincendio
Porte tagliafuoco REI ed EI: le differenze e come verificare se sono a norma
Risposta rapida
La protezione passiva antincendio all'interno degli edifici industriali, dei complessi commerciali, degli uffici e dei condomini residenziali si fonda in larga parte sulla capacità strutturale di limitare la propagazione del fuoco, dei fumi e del calore radiante attraverso la realizzazione di barriere di compartimentazione stagne. All'interno di queste pareti tagliafuoco, la presenza di varchi di transito per il passaggio del personale e delle merci richiede l'installazione di serramenti speciali dotati di caratteristiche ingegneristiche avanzate, comunemente definiti porte tagliafuoco.
La classificazione, l'omologazione e i criteri di verifica di conformità di questi serramenti hanno subito un'importante evoluzione normativa a seguito del passaggio dalle vecchie certificazioni nazionali (sigla REI) alle moderne normative europee armonizzate (sigla EI) regolate dal Decreto Ministeriale 21 Giugno 2004 e dalla norma UNI EN 16034.
Per comprendere appieno la natura tecnica di una porta tagliafuoco e interpretare correttamente i dati riportati sulle targhette identificative applicate dai produttori, è necessario analizzare il significato scientifico delle singole lettere che compongono gli acronimi di classificazione, espresse sempre in associazione a un valore numerico indicante i minuti primi di resistenza meccanica (es. 60, 90, 120):
- La Lettera R (Resistenza): Rappresenta la stabilità meccanica ed indica la capacità della struttura portante del serramento di mantenere la propria resistenza strutturale sotto l'azione diretta del fuoco, senza subire cedimenti geometrici, torsioni o crolli strutturali.
Questa lettera è presente solo negli elementi costruttivi portanti (come i portoni tagliafuoco scorrevoli o le porte inserite in muri portanti).
- La Lettera E (Tenuta): Indica la capacità della porta di bloccare il passaggio fisico delle fiamme libere, dei gas caldi e del fumo denso dal locale incendiato verso il compartimento adiacente. Una porta classificata E garantisce che sulla superficie non esposta al fuoco non si sviluppino fessurazioni o passaggi di gas capaci di innescare la combustione di materiali vicini.
- La Lettera I (Isolamento): Esprime la capacità del serramento di ridurre la trasmissione del calore termico per conduzione e irraggiamento. Una porta dotata del requisito I garantisce che la temperatura media della superficie esterna non esposta al fuoco non salga mai al di sopra di circa 140 °C rispetto alla temperatura iniziale dell'ambiente.
Questo parametro è fondamentale per la salvaguardia della vita umana: se la porta non isolasse termicamente (requisito I), un lavoratore che transita nel corridoio adiacente verrebbe investito da un calore radiante invisibile talmente elevato da provocarne l'ustione immediata o l'autoaccensione degli indumenti indosso, anche in totale assenza di fiamme libere passanti.
La storica classificazione italiana REI (regolata dal D.M. 30 novembre 1983) è stata definitivamente affiancata e sostituita all'interno dei progetti moderni e delle nuove costruzioni dalla classificazione europea EI, introdotta dalle norme della serie UNI EN 1634. I nuovi standard europei applicano protocolli di prova in laboratorio notevolmente più severi rispetto ai vecchi standard nazionali, modificando la posizione e la sensibilità delle termocoppie posizionate sull'anta della porta durante i test nei forni di combustione e introducendo sotto-classificazioni stringenti (come la sigla EI1 ed EI2) in base alla distanza dei sensori dal bordo dell'anta. Oggi, le porte tagliafuoco commercializzate sul territorio comunitario devono possedere obbligatoriamente la marcatura CE e la relativa Dichiarazione di Prestazione (DoP).
Per verificare se una porta tagliafuoco installata all'interno di un'azienda o di un condominio sia legalmente e strutturalmente a norma di legge, il datore di lavoro o l'amministratore deve effettuare una procedura di ispezione visiva e funzionale articolata in passaggi tecnici precisi. Il primo passo è l'individuazione della targhetta metallica di omologazione. Questo elemento distintivo deve essere stabilmente rivettato o punzonato sul bordo laterale interno dell'anta (solitamente sul lato cerniere) o sul telaio fisso murario, e deve riportare in modo leggibile il nome del produttore, l'anno di fabbricazione, il codice di omologazione ministeriale, il numero di serie progressivo e la classe di resistenza (es. EI2 90). Se la targhetta è stata rimossa, verniciata o risulta illeggibile, la porta perde automaticamente la propria conformità legale, venendo equiparata a un serramento comune.
Il secondo passaggio riguarda la verifica dei componenti di tenuta e degli accessori meccanici. Il tecnico deve ispezionare lo stato di conservazione delle guarnizioni termoespandenti inserite all'interno delle scanalature del telaio: queste speciali strisce a base di grafite hanno la proprietà di espandersi vistosamente quando la temperatura supera i 150 °C, sigillando ermeticamente le fessure perimetrali tra l'anta e il telaio, impedendo il trafilamento dei gas tossici. Le guarnizioni non devono essere tagliate, scollate, incrostate di vernice o usurate. Il terzo e più critico test è la verifica dell'autochiusura automatica. La porta tagliafuoco deve adempiere alla sua funzione di compartimentazione in modo indipendente: aperta a qualsiasi inclinazione geometrica (sia a pochi centimetri dalla battuta sia a 90 gradi), una volta rilasciata deve richiudersi completamente in modo fluido arrivando fino allo scatto della serratura, vincendo la resistenza delle guarnizioni e dell'attrito dell'aria. Questo movimento viene garantito dalla presenza di cerniere a molla precaricate o da chiudirete aerei a braccio articolato idraulici. Nelle porte a due ante, è obbligatorio verificare l'efficienza del regolatore di sequenza (coordinatore di chiusura), che impone la chiusura dell'anta secondaria prima dell'anta principale per evitare sovrapposizioni bloccanti del metallo. Tutte le verifiche devono essere condotte ogni sei mesi da un manutentore qualificato ai sensi della norma UNI 11473-1 e registrate sul Registro Antincendio aziendale.
Domande frequenti
Porte tagliafuoco REI ed EI: le differenze e come verificare se sono a norma?
La protezione passiva antincendio all'interno degli edifici industriali, dei complessi commerciali, degli uffici e dei condomini residenziali si fonda in larga parte sulla capacità strutturale di limitare la propagazione del fuoco, dei fumi e del calore radiante attraverso la realizzazione di barriere di compartimentazione stagne. All'interno di queste pareti tagliafuoco, la presenza di varchi di transito per il passaggio del personale e delle merci richiede l'installazione di serramenti speciali dotati di caratteristiche ingegneristiche avanzate, comunemente definiti porte tagliafuoco.
Cosa si rischia in caso di mancato rispetto della norma?
La classificazione, l'omologazione e i criteri di verifica di conformità di questi serramenti hanno subito un'importante evoluzione normativa a seguito del passaggio dalle vecchie certificazioni nazionali (sigla REI) alle moderne normative europee armonizzate (sigla EI) regolate dal Decreto Ministeriale 21 Giugno 2004 e dalla norma UNI EN 16034.
Di chi è la responsabilità?
Per verificare se una porta tagliafuoco installata all'interno di un'azienda o di un condominio sia legalmente e strutturalmente a norma di legge, il datore di lavoro o l'amministratore deve effettuare una procedura di ispezione visiva e funzionale articolata in passaggi tecnici precisi.
Hai dubbi sulla conformità antincendio della tua attività?
Parla con un nostro tecnico: consulenza gratuita e senza impegno.
📞 Chiama lo 050 8054008