Antincendio nelle colonnine di ricarica elettrica: protezione passiva e conformità normativa

Le colonnine di ricarica per veicoli elettrici rappresentano una nuova classe di rischio incendio che richiede soluzioni di protezione passiva specifiche. A differenza degli impianti tradizionali, il pericolo deriva dalla concentrazione di energia elettrica, dai sistemi di accumulo e dalla vicinanza a strutture edilizie. Questo articolo affronta i criteri tecnici di compartimentazione, i materiali idonei e le verifiche operative necessarie per garantire conformità normativa.

In sintesi

  • Le colonnine di ricarica richiedono compartimentazione passiva con REI minimo 30 quando posizionate entro 5 metri da strutture edilizie
  • I materiali di protezione (lastre silicato di calcio, porte tagliafuoco) devono resistere a temperature superiori a 800°C per contenere il rischio di propagazione
  • La verifica in cantiere comprende controllo della continuità dei sigilli, resistenza meccanica e funzionamento dei sistemi di isolamento termico
  • La manutenzione periodica delle barriere passive è obbligatoria con frequenza semestrale secondo le linee guida del costruttore
  • L'integrazione tra protezione passiva e sistemi di spegnimento attivo (sprinkler, polvere) deve essere coordinata dal progettista antincendio

Definizione tecnica del rischio incendio nelle colonnine di ricarica

Una colonnina di ricarica per veicoli elettrici è un'infrastruttura che eroga energia elettrica a tensione variabile (da 230V monofase fino a 400V trifase per i modelli fast-charging) verso il pacco batteria del veicolo. Il rischio incendio non risiede nella colonnina stessa, ma nella possibilità di guasto interno dei componenti elettrici, cortocircuiti nei cavi di collegamento, o malfunzionamento dei sistemi di controllo della carica. A differenza di un distributore di carburante, dove il rischio è la fuoriuscita di liquido infiammabile, qui il pericolo è l'innesco termico interno che può propagarsi verso le strutture adiacenti.

La normativa italiana non ha ancora una specifica dedicata alle colonnine di ricarica, ma il rischio viene affrontato attraverso l'applicazione combinata del Codice della Sicurezza Antincendio (D.M. 3 agosto 2015) e delle norme tecniche UNI EN relative agli impianti elettrici in ambienti pubblici. La protezione passiva interviene quando una colonnina è posizionata a distanza inferiore a 5 metri da edifici, parcheggi interrati, o aree di affollamento. In questi casi, è necessario interporre una barriera fisica che rallenti la propagazione del calore e dei fumi verso le strutture adiacenti.

  • Rischio primario: guasto elettrico interno con innesco termico localizzato
  • Rischio secondario: propagazione del calore verso strutture edilizie contigue
  • Normativa applicabile: D.M. 3 agosto 2015 e UNI EN 60950-1 per i componenti elettrici
  • Distanza critica: 5 metri da edifici o aree protette richiedono compartimentazione

Meccanismo fisico di propagazione del fuoco e ruolo della protezione passiva

Quando un guasto interno genera un arco elettrico o un cortocircuito, la temperatura locale può raggiungere 1200°C in pochi secondi. Questo calore si trasmette per conduzione attraverso i componenti metallici della colonnina (telaio, connettori), per convezione attraverso i fumi caldi che risalgono verso le strutture adiacenti, e per irraggiamento verso le superfici circostanti. La protezione passiva funziona interrompendo almeno due di questi tre meccanismi: una barriera in materiale refrattario (silicato di calcio, cemento fibrorinforzato) blocca la conduzione e riduce significativamente l'irraggiamento; una compartimentazione REI 30 o REI 60 contiene i fumi e rallenta la convezione.

La differenza tra protezione passiva e attiva è fondamentale: mentre gli impianti sprinkler o i sistemi a polvere intervengono dopo l'innesco (protezione attiva), le barriere fisiche prevengono o ritardano la propagazione del fuoco verso le strutture circostanti indipendentemente dall'efficacia dei sistemi di spegnimento. Nel caso delle colonnine, la protezione passiva è spesso l'unica soluzione praticabile perché il guasto può svilupparsi all'interno della colonnina stessa, dove un impianto sprinkler non riesce a raggiungere efficacemente i componenti interessati.

  • Arco elettrico interno: temperatura fino a 1200°C in pochi secondi
  • Trasmissione del calore: conduzione (metalli), convezione (fumi), irraggiamento (superfici)
  • Barriera REI 30: contiene il fuoco per almeno 30 minuti mantenendo l'isolamento termico
  • Integrazione: protezione passiva + sistemi attivi garantiscono ridondanza di sicurezza

Parametri tecnici e grandezze critiche per la progettazione

I parametri chiave per dimensionare la protezione passiva di una colonnina sono: la classe di reazione al fuoco dei materiali (minimo A2-s1, d0 secondo UNI EN 13823), la resistenza al fuoco della compartimentazione (REI 30 o REI 60 a seconda della vicinanza a strutture sensibili), lo spessore delle lastre di protezione (generalmente 80-120 mm per silicato di calcio), e la continuità dei sigilli intumescenti lungo i giunti (tolleranza massima 2 mm). La temperatura di innesco della vernice intumescente deve essere inferiore a 150°C per garantire l'espansione prima che il calore raggiunga la struttura sottostante.

Un altro parametro critico è la distanza di separazione tra la colonnina e le strutture adiacenti. Se la colonnina dista più di 10 metri da qualsiasi edificio e non è in prossimità di parcheggi o aree di transito, la protezione passiva può essere omessa. Tra 5 e 10 metri è richiesta una valutazione caso per caso del progettista antincendio. Sotto i 5 metri, la compartimentazione diventa obbligatoria. La frequenza di controllo dei sigilli è semestrale, con tolleranza di ±30 giorni rispetto alla data programmata. La resistenza meccanica della barriera deve sopportare urti accidentali fino a 5 kJ senza perdita di continuità (equivalente a un urto di un'auto a bassa velocità).

  • Reazione al fuoco minima: A2-s1, d0 (UNI EN 13823)
  • Spessore lastre silicato di calcio: 80-120 mm a seconda della distanza dalla struttura
  • REI richiesto: 30 minuti (distanza 5-7 m) o 60 minuti (distanza <5 m)
  • Tolleranza giunti sigillati: massimo 2 mm per garantire continuità
  • Temperatura innesco vernice intumescente: <150°C
  • Distanza critica: 5 metri da edifici, parcheggi, aree affollate
  • Controllo periodico: semestrale con tolleranza ±30 giorni

Scelte progettuali e materiali idonei in pratica

La protezione passiva di una colonnina si realizza solitamente attraverso tre soluzioni: 1) una gabbia in acciaio rivestita internamente con lastre di silicato di calcio dello spessore di 100 mm, con porte tagliafuoco REI 30 per l'accesso ai componenti; 2) una compartimentazione in muratura in laterizio con intonaco a base cementizia e sigilli intumescenti nei giunti; 3) un involucro prefabbricato in cemento fibrorinforzato con isolamento termico interno. La scelta dipende dalla geometria della colonnina, dalla facilità di manutenzione e dal budget disponibile. Nel caso di colonnine in parcheggi interrati, dove il rischio è maggiore, si preferisce la soluzione 1 o 3 perché garantisce maggiore controllabilità dei sigilli.

I materiali devono essere certificati secondo UNI EN ISO 1182 (non infiammabilità) o UNI EN ISO 1233 (comportamento al fuoco limitato). Le lastre di silicato di calcio sono preferibili al cartongesso perché mantengono l'integrità strutturale oltre i 900°C, mentre il cartongesso perde coesione già a 600°C. I sigilli intumescenti devono essere applicati con continuità lungo tutti i giunti orizzontali e verticali, con uno spessore minimo di 10 mm e una larghezza di almeno 20 mm. ANCORA fornisce dettagli tecnici sui materiali di compartimentazione. Per le porte di accesso, è obbligatorio l'uso di porte tagliafuoco REI 30 con chiudiporta EN 1154 e guarnizioni intumescenti certificate.

  • Soluzione 1: gabbia acciaio + lastre silicato calcio 100 mm + porte REI 30
  • Soluzione 2: muratura laterizio + intonaco cementizia + sigilli intumescenti
  • Soluzione 3: involucro prefabbricato cemento fibrorinforzato
  • Materiali certificati: UNI EN ISO 1182 o UNI EN ISO 1233
  • Silicato di calcio: mantiene integrità oltre 900°C (preferibile al cartongesso)
  • Sigilli intumescenti: spessore minimo 10 mm, larghezza 20 mm, continuità totale
  • Porte: REI 30 con chiudiporta EN 1154 e guarnizioni intumescenti

Implicazioni operative in cantiere e coordinamento con il progettista

L'installazione di una compartimentazione passiva intorno a una colonnina richiede il coordinamento tra l'appaltatore antincendio, l'installatore della colonnina stessa, e il progettista antincendio del cliente. Toli Fire opera in affiancamento al progettista per garantire che le soluzioni realizzate rispettino il progetto depositato e le normative vigenti. La sequenza operativa prevede: 1) sopralluogo congiunto per verificare la geometria della colonnina e la distanza da strutture sensibili; 2) redazione di un disegno esecutivo con le quote di compartimentazione e i dettagli costruttivi dei sigilli; 3) approvazione del disegno da parte del progettista antincendio; 4) realizzazione della barriera passiva; 5) collaudo della continuità dei sigilli e della resistenza meccanica.

Durante la fase di cantiere, è critico verificare che i sigilli intumescenti siano applicati senza interruzioni, che le lastre di protezione siano perfettamente combacianti (tolleranza massima 2 mm), e che le porte tagliafuoco siano installate con i distanziali corretti per garantire la corretta compressione delle guarnizioni. ANCORA descrive la procedura di collaudo applicabile anche ai sigilli di compartimentazione. Un errore comune è sottovalutare l'importanza dei giunti di dilatazione: se la colonnina è posizionata in prossimità di una struttura che subisce variazioni termiche significative (es. parcheggio esposto al sole), è necessario prevedere giunti di dilatazione con sigilli speciali che mantengono l'integrità anche durante le escursioni termiche.

  • Coordinamento: appaltatore antincendio + installatore colonnina + progettista antincendio
  • Sequenza: sopralluogo → disegno esecutivo → approvazione → realizzazione → collaudo
  • Tolleranza giunti: massimo 2 mm tra lastre di protezione
  • Sigilli intumescenti: continuità totale senza interruzioni
  • Porte tagliafuoco: distanziali corretti per compressione guarnizioni
  • Giunti di dilatazione: obbligatori se variazioni termiche >15°C

Verifiche in cantiere e checklist di collaudo finale

Il collaudo della protezione passiva di una colonnina prevede una serie di verifiche documentate su apposito modulo. Prima di considerare il lavoro concluso, è necessario controllare: 1) continuità visiva dei sigilli intumescenti su tutta la perimetrale (nessuna interruzione, nessuna bolla d'aria); 2) spessore dei sigilli mediante sonda di profondità (minimo 10 mm); 3) larghezza dei giunti (minimo 20 mm) con calibro; 4) resistenza meccanica della barriera mediante urto controllato con martello (5 kJ senza fratture); 5) funzionamento delle porte tagliafuoco (apertura e chiusura fluida, compressione guarnizioni); 6) assenza di crepe nelle lastre di protezione; 7) corretta installazione dei distanziali e dei tasselli di fissaggio.

La documentazione di collaudo deve includere: fotografie digitali con data e ora, misurazioni con strumenti tarati, firma del direttore dei lavori e dell'appaltatore, e dichiarazione di corretta posa secondo le norme vigenti. ANCORA fornisce una checklist scaricabile adattabile anche al controllo delle porte di accesso alle colonnine. Una copia del modulo di collaudo deve rimanere presso il cliente e una presso l'appaltatore per almeno 5 anni. Se durante il collaudo si riscontrano non conformità, queste devono essere riportate in un verbale di difformità con indicazione delle azioni correttive e della data di correzione.

  • Continuità sigilli: nessuna interruzione, nessuna bolla d'aria
  • Spessore sigilli: minimo 10 mm misurato con sonda di profondità
  • Larghezza giunti: minimo 20 mm verificato con calibro
  • Resistenza meccanica: urto 5 kJ senza fratture della barriera
  • Porte tagliafuoco: apertura/chiusura fluida, compressione guarnizioni
  • Lastre di protezione: nessuna crepa, corretta combaciatura
  • Tasselli e distanziali: corretta installazione e fissaggio
  • Documentazione: fotografie, misurazioni, firma direttore lavori e appaltatore
  • Conservazione: modulo di collaudo per almeno 5 anni presso cliente e appaltatore
Elemento da verificare Metodo di controllo Tolleranza Esito
Continuità sigilli intumescenti Ispezione visiva perimetrale Nessuna interruzione ☐ OK ☐ NO
Spessore sigilli Sonda di profondità (min 3 punti) ≥10 mm ☐ OK ☐ NO
Larghezza giunti Calibro (min 4 punti) ≥20 mm ☐ OK ☐ NO
Resistenza meccanica Urto controllato 5 kJ Nessuna frattura ☐ OK ☐ NO
Funzionamento porte REI 30 Ciclo apertura/chiusura (min 5 volte) Movimento fluido, compressione guarnizioni ☐ OK ☐ NO
Integrità lastre protezione Ispezione visiva e tattile Nessuna crepa, combaciatura perfetta ☐ OK ☐ NO

Manutenzione periodica e verifiche normative successive

Dopo il collaudo iniziale, la manutenzione della protezione passiva di una colonnina è obbligatoria con frequenza semestrale. Le verifiche periodiche devono controllare: 1) integrità visiva dei sigilli intumescenti (nessuna crepa, nessuna perdita di aderenza); 2) assenza di urti o danni meccanici sulla barriera di protezione; 3) funzionamento delle porte tagliafuoco (nessun grippaggio, guarnizioni integre); 4) pulizia dei giunti da detriti e sporco che potrebbe compromettere l'efficacia dei sigilli. La documentazione di manutenzione deve essere registrata in un apposito registro antincendio con data, esito, firma del manutentore e firma del responsabile della struttura.

ANCORA fornisce un modello di gestione della manutenzione applicabile anche alle colonnine di ricarica. Se durante una verifica periodica si riscontrano difetti (ad esempio, crepe nei sigilli o distacco di lastre), è obbligatorio ripristinare la conformità entro 30 giorni e documentare l'intervento di ripristino. Nel caso di colonnine in parcheggi interrati o in prossimità di edifici storici, è consigliabile estendere la frequenza di controllo a trimestrale (ogni 3 mesi) per garantire un livello di protezione superiore. La manutenzione della vernice intumescente, se presente, segue lo stesso calendario con controllo della aderenza al substrato e assenza di screpolature.

  • Frequenza manutenzione: semestrale (tolleranza ±30 giorni)
  • Controlli: integrità sigilli, assenza danni meccanici, funzionamento porte, pulizia giunti
  • Documentazione: registro antincendio con data, esito, firma manutentore e responsabile
  • Difetti riscontrati: ripristino entro 30 giorni con documentazione
  • Parcheggi interrati: controllo trimestrale (ogni 3 mesi) consigliato
  • Vernice intumescente: controllo aderenza e assenza screpolature

Domande frequenti

A quale distanza da un edificio una colonnina di ricarica richiede protezione passiva?

La protezione passiva diventa obbligatoria quando la colonnina dista meno di 5 metri da strutture edilizie, parcheggi interrati o aree di affollamento. Tra 5 e 10 metri è necessaria una valutazione caso per caso del progettista antincendio. Oltre 10 metri, la protezione passiva può essere omessa se non vi sono altre condizioni di rischio specifiche. La distanza si misura dal punto più vicino della colonnina al punto più vicino della struttura protetta.

Qual è la differenza tra REI 30 e REI 60 per una colonnina?

REI 30 significa che la barriera mantiene l'isolamento termico e l'integrità strutturale per almeno 30 minuti durante un incendio standard. REI 60 garantisce 60 minuti di protezione. La scelta dipende dalla distanza dalla struttura: sotto i 5 metri è generalmente richiesto REI 60, tra 5 e 7 metri è sufficiente REI 30. Il valore REI è certificato mediante prova in laboratorio secondo UNI EN 1634-1 e deve essere riportato nella documentazione tecnica della barriera.

Posso utilizzare cartongesso per compartimentare una colonnina di ricarica?

No, il cartongesso non è idoneo perché perde coesione strutturale già a 600°C, mentre il rischio di un guasto interno può generare temperature superiori a 1000°C. È obbligatorio utilizzare materiali non infiammabili certificati secondo UNI EN ISO 1182, come lastre di silicato di calcio (che mantengono integrità oltre 900°C) o cemento fibrorinforzato. Il cartongesso può essere utilizzato solo in combinazione con altri materiali (ad esempio, come strato esterno di una compartimentazione multistrato) ma mai come unico materiale di protezione.

Quanto costa installare una protezione passiva intorno a una colonnina?

Non possiamo fornire un prezzo fisso perché il costo dipende da molteplici variabili: geometria della colonnina, materiali scelti (silicato di calcio, cemento fibrorinforzato, muratura), superficie da proteggere, distanza dalla struttura adiacente, e complessità dei sigilli intumescenti. [ANCORA](https://www.tolifire.com/pages/preventivo-porte-tagliafuoco-costi-178) illustra come viene strutturato un preventivo antincendio. Ti consigliamo di richiedere un sopralluogo gratuito per una valutazione tecnica e una proposta economica personalizzata.

Che cosa significa 'continuità dei sigilli' e perché è così importante?

La continuità dei sigilli significa che il materiale intumescente (generalmente a base di silicati espandibili) deve coprire senza interruzioni tutti i giunti tra le lastre di protezione e tra la barriera e la struttura circostante. Un'interruzione di anche pochi millimetri permette ai fumi caldi di bypassare la barriera e propagarsi verso la struttura protetta, compromettendo l'efficacia della compartimentazione. Per questo motivo, la tolleranza massima tra lastre è di 2 mm e il sigillo deve avere uno spessore minimo di 10 mm e una larghezza di almeno 20 mm. Ogni 6 mesi è necessario verificare che non si siano create crepe o distacchi.

Chi è responsabile della manutenzione periodica della protezione passiva di una colonnina?

La responsabilità della manutenzione ricade sul proprietario o sull'amministratore della struttura dove è installata la colonnina. È obbligatorio nominare un responsabile della manutenzione antincendio (spesso coincide con l'RSPP) che deve documentare tutte le verifiche in un registro antincendio. La frequenza è semestrale con tolleranza di ±30 giorni. Se la colonnina è in un parcheggio condominiale, la manutenzione è responsabilità dell'amministratore di condominio. Se è in una struttura commerciale, è responsabilità del titolare o del gestore della struttura. Toli Fire fornisce servizi di manutenzione programmata con documentazione completa.

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