Addetti antincendio: quanti ne servono per turno di lavoro

Sicurezza Antincendio

Addetti antincendio: quanti ne servono per turno di lavoro?

Risposta rapida

La determinazione del numero ottimale di addetti alla squadra antincendio rappresenta una delle scelte strategiche più delicate all'interno del processo di valutazione dei rischi aziendali. Molti datori di lavoro commettono il grave errore di calcolare il fabbisogno di personale d'emergenza basandosi sul numero totale di dipendenti iscritti a libro unico, senza considerare la reale distribuzione dei lavoratori nell'arco delle 24 ore e la presenza di ferie, malattie o trasferte.

Ai sensi dell'art. 18 del D.Lgs. 81/08 e dei criteri tecnici introdotti dal D.M. 2 Settembre 2021, la squadra di emergenza deve essere dimensionata in modo tale da garantire una copertura costante, continua e tempestiva in ogni momento in cui l'attività è operativa, inclusi i turni notturni, i giorni festivi e i periodi di flessione del personale.

Per procedere a un dimensionamento corretto e inattaccabile da parte degli organi di vigilanza, è necessario mappare l'organizzazione del lavoro dell'azienda. Il calcolo deve basarsi sul concetto di "presenza minima garantita simultanea" per ciascun turno operativo. Se un'azienda manifatturiera conta 100 dipendenti totali, divisi in tre turni da circa 30 persone ciascuno più un turno notturno ridotto a 10 operai, nominare soltanto 3 o 4 addetti antincendio complessivi espone il Datore di Lavoro a una responsabilità penale diretta. Se in un determinato turno notturno o festivo non fosse presente alcun addetto qualificato a causa di un'assenza improvvisa, l'azienda si troverebbe in una condizione di totale illegalità e vulnerabilità gestionale. Pertanto, la nomina deve essere ridondante, prevedendo dei sostituti formali per ogni singola fascia oraria.

I fattori tecnici che influenzano il numero minimo di addetti da designare sono molteplici e dipendono strettamente dal Livello di Rischio Incendio dell'attività (Livello 1, Livello 2 o Livello 3 secondo la nuova classificazione del D.M. 2/9/2021). Un'azienda a rischio alto (Livello 3), come un'industria chimica, un grande ospedale o un deposito di materiali infiammabili, necessita di una squadra d'emergenza numerosa, strutturata e costantemente addestrata, in grado di intervenire con idranti e DPI specifici entro pochissimi minuti dall'innesco. Al contrario, un ufficio amministrativo a rischio basso (Livello 1) richiederà un numero inferiore di addetti, la cui funzione principale sarà quella di coordinare l'evacuazione ordinata piuttosto che l'estinzione diretta del fuoco. Vanno considerati anche fattori geometrici: edifici multipiano, stabilimenti con ampie superfici orizzontali o compartimenti isolati richiedono un addetto per ogni area critica.

La formula empirica di sicurezza raccomandata dagli esperti di ingegneria antincendio prevede la presenza di almeno 2 addetti antincendio per ogni reparto, piano o compartimento strutturale isolato in cui siano presenti fino a 50 lavoratori, incrementando la quota in presenza di rischi specifici (es. aree di saldatura, cabine di verniciatura, stoccaggi di merci pericolose). In questo modo, in caso di principio d'incendio, un addetto può concentrarsi sull'uso dell'estintore portatili idoneo, mentre il secondo provvede contemporaneamente ad attivare l'allarme generale, contattare i Vigili del Fuoco e supervisionare l'avvio delle procedure di esodo dei colleghi del reparto.

È di fondamentale importanza ricordare che la semplice designazione formale sulla carta non è sufficiente. I lavoratori nominati devono aver frequentato con esito positivo il corso di formazione specifico, la cui durata e i cui contenuti variano in base al livello di rischio dell'azienda (8 ore per il Livello 1, 16 ore per il Livello 2, 24 ore per il Livello 3), e devono sottoporsi ai corsi di aggiornamento periodico obbligatori con cadenza triennale. Il Datore di Lavoro che omette di formare adeguatamente gli addetti, o che gestisce i turni lasciando l'azienda priva di personale d'emergenza qualificato, rischia l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro, sanzioni che raddoppiano o determinano conseguenze penali devastanti in caso di infortunio o omicidio colposo a seguito di un incendio reale.

Domande frequenti

Addetti antincendio: quanti ne servono per turno di lavoro?

La determinazione del numero ottimale di addetti alla squadra antincendio rappresenta una delle scelte strategiche più delicate all'interno del processo di valutazione dei rischi aziendali. Molti datori di lavoro commettono il grave errore di calcolare il fabbisogno di personale d'emergenza basandosi sul numero totale di dipendenti iscritti a libro unico, senza considerare la reale distribuzione dei lavoratori nell'arco delle 24 ore e la presenza di ferie, malattie o trasferte.

Cosa si rischia in caso di mancato rispetto della norma?

Se un'azienda manifatturiera conta 100 dipendenti totali, divisi in tre turni da circa 30 persone ciascuno più un turno notturno ridotto a 10 operai, nominare soltanto 3 o 4 addetti antincendio complessivi espone il Datore di Lavoro a una responsabilità penale diretta.

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