Chi è il Responsabile Antincendio in azienda e quali…
Sicurezza Antincendio
Chi è il Responsabile Antincendio in azienda e quali sono i suoi compiti fiscali e penali
Risposta rapida
Nel panorama del diritto penale del lavoro italiano sussiste un radicato errore interpretativo da parte di moltissimi datori di lavoro, i quali ritengono che l'espressione "Responsabile Antincendio" identifichi un soggetto terzo esterno all'azienda (come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - RSPP) o un dipendente subordinato designato all'interno della squadra di emergenza, al quale poter trasferire la totalità dei rischi legali in caso di sinistro. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito in modo definitivo che la figura del garante supremo della sicurezza antincendio coincide sempre e comunque con la persona fisica del Datore di Lavoro o del legale rappresentante della società dotato di autonomi poteri di gestione e di spesa.
L'RSPP riveste un ruolo di mero consulente tecnico del datore di lavoro: ha il compito di analizzare i rischi, proporre le misure di prevenzione adeguate e suggerire i presidi antincendio necessari, ma non possiede poteri decisionali né budget di spesa. Gli addetti antincendio sono invece i lavoratori subordinati incaricati di attuare materialmente le procedure di primo intervento e gestione dell'evacuazione, e rispondono penale solo in caso di dolo o colpa grave nell'esecuzione delle manovre. Di conseguenza, il soggetto che risponde penalmente e fiscalmente dell'omessa o errata predisposizione delle misure di prevenzione incendi è unicamente il titolare dell'azienda.
I compiti operativi e gestionali imposti dalla legge al datore di lavoro in qualità di responsabile supremo della sicurezza antincendio sono molteplici e non delegabili, se non attraverso i rigidi requisiti formali della Delega di Funzioni prevista dall'Articolo 16 del D.Lgs 81/08. Egli deve provvedere alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), inserendo una sezione analitica dedicata al rischio incendio con il calcolo del carico di incendio specifico dei locali.
Deve nominare per iscritto i membri della squadra emergenza, garantendo che il numero di addetti sia proporzionato all'estensione dello stabilimento e strutturato in modo da coprire tutti i turni lavorativi, considerando assenze per ferie, malattie o trasferte. Inoltre, deve garantire lo stanziamento economico periodico necessario a coprire i costi di manutenzione di tutti i presidi antincendio attivi e passivi dello stabilimento.
Il profilo della responsabilità penale che grava sul datore di lavoro in caso di incendio all'interno dello stabilimento aziendale è di estrema gravità. Qualora si verifichi un rogo che determini la morte di un lavoratore o di un terzo visitatore, la Procura della Repubblica contesta immediatamente il reato di Omicidio Colposo aggravato dalla violazione delle norme antincendio (Articolo 589, comma 2 del Codice Penale), che prevede una pena detentiva con la reclusione da due a sette anni. Se l'evento causa ferimenti, ustioni o intossicazioni polmonari da fumo con prognosi superiori a venti giorni, scatta l'accusa di Lesioni Personali Colpose aggravate (Articolo 590 c.p.). Inoltre, l'Articolo 449 del Codice Penale punisce il reato di Disastro Colposo (Incendio) con la reclusione da uno a cinque anni per il solo fatto di aver cagionato un incendio a causa di negligenza, imprudenza o per non aver verificato l'efficienza degli estintori o degli impianti elettrici aziendali.
Sul piano patrimoniale e societario, la responsabilità penale del datore di lavoro si integra con la responsabilità amministrativa degli enti regolata dal Decreto Legislativo 231/2001. Se i magistrati accertano che l'incendio o le lesioni sono stati determinati da una carenza strutturale dei sistemi antincendio o dalla mancanza di formazione del personale dovuta a una scelta consapevole dei vertici aziendali volta a risparmiare sui costi della sicurezza per incrementare i profitti societari, la sanzione colpisce direttamente l'azienda in quanto entità economica. Le sanzioni applicate ai sensi della legge 231 includono sanzioni pecuniarie calcolate per quote che possono superare il milione di euro, la confisca del profitto d'impresa derivante dal reato e, soprattutto, sanzioni interdittive devastanti quali l'interdizione dall'esercizio dell'attività, la sospensione o revoca delle licenze commerciali e il divieto assoluto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.
Domande frequenti
Chi è il Responsabile Antincendio in azienda e quali sono i suoi compiti fiscali e penali?
Nel panorama del diritto penale del lavoro italiano sussiste un radicato errore interpretativo da parte di moltissimi datori di lavoro, i quali ritengono che l'espressione "Responsabile Antincendio" identifichi un soggetto terzo esterno all'azienda (come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - RSPP) o un dipendente subordinato designato all'interno della squadra di emergenza, al quale poter trasferire la totalità dei rischi legali in caso di sinistro. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito in modo definitivo che la figura del garante supremo della sicurezza antincendio coincide sempre e comunque con la persona fisica del Datore di Lavoro o del legale rappresentante della società dotato di autonomi poteri di gestione e di spesa.
Cosa si rischia in caso di mancato rispetto della norma?
Gli addetti antincendio sono invece i lavoratori subordinati incaricati di attuare materialmente le procedure di primo intervento e gestione dell'evacuazione, e rispondono penale solo in caso di dolo o colpa grave nell'esecuzione delle manovre.
Di chi è la responsabilità?
L'RSPP riveste un ruolo di mero consulente tecnico del datore di lavoro: ha il compito di analizzare i rischi, proporre le misure di prevenzione adeguate e suggerire i presidi antincendio necessari, ma non possiede poteri decisionali né budget di spesa.
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