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Sicurezza Antincendio

Linee guida Vigili del Fuoco per le facciate continue: cosa c'è da sapere nel 2026

Risposta rapida

L'evoluzione dell'architettura contemporanea ha determinato una radicale trasformazione estetica e strutturale degli edifici commerciali, direzionali e, sempre più frequentemente, dei complessi residenziali di pregio, caratterizzati dall'utilizzo massiccio di involucri edilizi leggeri denominati facciate continue o curtain walls. Le facciate continue sono strutture ingegneristiche complesse composte da un'ossatura portante metallica (solitamente montanti e traversi in alluminio estruso o acciaio) fissata direttamente ai solai d'interpiano dell'edificio, sulla quale vengono applicati pannelli di tamponamento trasparenti (vetrate isolanti stratificate) o opachi (pannelli sandwich in metallo con isolamento interno).

Se dal punto di vista della luminosità e del design strutturale queste soluzioni offrono prestazioni eccellenti, sotto il profilo della sicurezza antincendio presentano vulnerabilità intrinseche critiche che hanno spinto il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a emanare linee guida e aggiornamenti normativi vincolanti confluiti integralmente nel Codice di Prevenzione Incendi.

La problematica antincendio fondamentale delle facciate continue risiede nell'esistenza dello spazio di giunzione lineare (il cosiddetto "gap" o vuoto strutturale) che si crea inevitabilmente tra il bordo esterno del solaio in calcestruzzo armato di ciascun piano e la superficie interna del pannello di tamponamento della facciata leggera. Questo vuoto, se non correttamente sigillato con sistemi ingegneristici validati, agisce fisicamente come un vero e proprio camino verticale ad alta efficienza termica. Qualora si sviluppi un incendio all'interno di un ufficio o di un appartamento al Piano 1, i fumi caldi, i gas di combustione e le fiamme libere penetrano all'interno del gap risalendo istantaneamente verso il Piano 2, bypassando completamente la resistenza al fuoco del solaio orizzontale e determinando la propagazione geometrica del rogo a tutto l'edificio in senso ascensionale.

Per neutralizzare questo rischio e garantire l'incolumità degli occupanti dei piani sovrastanti, le linee guida dei Vigili del Fuoco impongono l'obbligo di progettare e installare in corrispondenza di ogni singolo solaio un sistema di sigillatura tagliafuoco dello spazio lineare, denominato tecnicamente sistema di sbarramento al fuoco d'interpiano o perimeter fire barrier system.

Questo sistema deve essere realizzato utilizzando materiali incombustibili ad alta densità (generalmente materassini in lana di roccia accoppiati con fogli di alluminio e sigillati con mastici elastici intumescenti speciali) capaci di assorbire i movimenti oscillatori strutturali della facciata causati dal vento o dalle dilatazioni termiche, garantendo al contempo una resistenza al fuoco minima pari a quella del solaio dell'edificio, contrassegnata dalle sigle EI 60, EI 90 o EI 120 (dove E indica la tenuta ai fumi e ai gas caldi, mentre I indica l'isolamento termico per impedire la trasmissione del calore radiante).

Un altro parametro rigido imposto dalle normative dei Vigili del Fuoco concerne le caratteristiche intrinseche dei materiali che compongono i pannelli di tamponamento opachi della facciata continia, i rivestimenti esterni e le guarnizioni di tenuta. Tutti i componenti commerciali utilizzati devono essere sottoposti a prove di laboratorio standardizzate per certificarne la classe di reazione al fuoco, la quale non deve essere inferiore a Euroclasse B-s1, d0 per evitare che la facciata stessa partecipi alla combustione, rilasci fumi densi oscuranti (s1) o generi il distacco di frammenti incendiati in gocce (d0) che cadendo al suolo potrebbero ferire i soccorritori o incendiare i mezzi di soccorso parcheggiati alla base della torre. Inoltre, le vetrate trasparenti posizionate in corrispondenza delle vie di esodo protette o delle scale d'emergenza devono essere realizzate con vetri resistenti al fuoco (vetri tagliafuoco a gel intumescente classificati EI) per impedire che il calore radiante esterno renda impraticabili le rotte di fuga dei lavoratori.

La conformità delle facciate continue deve essere formalizzata all'interno della pratica della SCIA Antincendio dell'attività, richiedendo il deposito di una dettagliata relazione tecnica firmata da un Professionista Antincendio abilitato iscritto negli elenchi del Ministero dell'Interno. Il professionista ha l'obbligo di raccogliere e verificare la correttezza di tutte le Dichiarazioni di Prestazione (DoP) dei produttori dei sistemi di sigillatura e i rapporti di corretta posa in opera rilasciati dall'impresa installatrice. In sede di rinnovo periodico quinquennale, il tecnico deve ispezionare visivamente (ove possibile tramite botole d'ispezione o rimuovendo i controsoffitti) l'integrità strutturale dei sigilli d'interpiano per accertare che non vi siano stati distacchi, fessurazioni o manomissioni dovute al passaggio successivo di impianti elettrici o idraulici abusivi. L'omessa o errata esecuzione di questi sistemi di protezione passiva espone i progettisti, i direttori dei lavori e i datori di lavoro a pesanti sanzioni penali per violazione delle norme di prevenzione incendi e per il reato di disastro colposo in caso di collasso dell'edificio.

Domande frequenti

Linee guida Vigili del Fuoco per le facciate continue: cosa c'è da sapere nel 2026?

L'evoluzione dell'architettura contemporanea ha determinato una radicale trasformazione estetica e strutturale degli edifici commerciali, direzionali e, sempre più frequentemente, dei complessi residenziali di pregio, caratterizzati dall'utilizzo massiccio di involucri edilizi leggeri denominati facciate continue o curtain walls. Le facciate continue sono strutture ingegneristiche complesse composte da un'ossatura portante metallica (solitamente montanti e traversi in alluminio estruso o acciaio) fissata direttamente ai solai d'interpiano dell'edificio, sulla quale vengono applicati pannelli di tamponamento trasparenti (vetrate isolanti stratificate) o opachi (pannelli sandwich in metallo con isolamento interno).

Cosa si rischia in caso di mancato rispetto della norma?

Tutti i componenti commerciali utilizzati devono essere sottoposti a prove di laboratorio standardizzate per certificarne la classe di reazione al fuoco, la quale non deve essere inferiore a Euroclasse B-s1, d0 per evitare che la facciata stessa partecipi alla combustione, rilasci fumi densi oscuranti (s1) o generi il distacco di frammenti incendiati in gocce (d0) che cadendo al suolo potrebbero ferire i soccorritori o incendiare i mezzi di soccorso parcheggiati alla base della torre.

Di chi è la responsabilità?

La conformità delle facciate continue deve essere formalizzata all'interno della pratica della SCIA Antincendio dell'attività, richiedendo il deposito di una dettagliata relazione tecnica firmata da un Professionista Antincendio abilitato iscritto negli elenchi del Ministero dell'Interno.

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