Manutenzione idranti e reti antincendio: scadenze UNI…

Sicurezza Antincendio

Manutenzione idranti e reti antincendio: scadenze UNI 671-3 per le aziende

Risposta rapida

La protezione attiva contro gli incendi all'interno di stabilimenti industriali ad alta densità manifatturiera, comparti logistici di stoccaggio merci, grandi complessi commerciali e strutture alberghiere non si limita all'installazione dei soli estintori portatili. Qualora l'estensione geometrica dei locali o il carico di incendio specifico superino determinati parametri di vulnerabilità termica stabiliti dal Codice di Prevenzione Incendi, la normativa impone la progettazione e la realizzazione di un impianto idrico fisso di estinzione, comunemente definito rete idranti aziendale.

Questo sistema ingegneristico, collegato a una fonte di approvvigionamento idrico perenne e supportato da un gruppo di pompaggio autonomo a motore elettrico o diesel con riserva idrica accumulata in vasche, fornisce alle squadre interne di emergenza e ai Vigili del Fuoco la portata e la pressione idraulica necessarie per combattere focolai d'incendio di grandi proporzioni, erogando volumi d'acqua massicci per tempi prolungati.

L'efficacia operativa di una rete idranti dipende in modo totale dalla corretta efficienza di tutti i suoi componenti terminali, costituiti dalle cassette idranti a muro dotate di tubazioni flessibili in tessuto sintetico (idranti a norma UNI 45), dai naspi orientabili con tubazioni semirigide in gomma (naspi a norma UNI 25) e dagli idranti esterni a colonna o sottosuolo (idranti UNI 70). Per garantire la continuità prestazionale del sistema ed evitare che una tubazione marcisca o che una valvola si blocchi per le incrostazioni di calcare, il Decreto Ministeriale 1° Settembre 2021 (Decreto Controlli) impone l'obbligo assoluto di sottoporre l'intera rete idranti a un rigido piano di manutenzione periodica regolato dalla norma nazionale UNI EN 671-3.

La norma UNI EN 671-3 articola le attività di verifica e manutenzione su quattro livelli temporali distinti e perentori, la cui omissione costituisce grave violazione penale a carico del datore di lavoro ai sensi dell'Articolo 64 del D.Lgs 81/08:

1. La Sorveglianza Mensile Interna

Viene eseguita direttamente dal personale aziendale incaricato della sicurezza. Ogni 30 giorni si compie un giro di verifica visiva per accertare che tutte le cassette idranti siano chiaramente segnalate dalla cartellonistica rossa, siano perfettamente accessibili e non ostruite da merci, che i sigilli antimanomissione dello sportello siano integri, che non vi siano perdite d'acqua visibili dalla valvola di intercettazione e che la vetrata della cassetta non sia spaccata.

2. Il Controllo Periodico Semestrale (Ogni 6 mesi)

Deve essere eseguito esclusivamente da un Tecnico Manutentore Qualificato esterno. Durante questa sessione, il tecnico apre la cassetta, srotola completamente la tubazione flessibile UNI 45 o semirigida del naspo ed esamina visivamente l'intera superficie del tessuto o della gomma per escludere la presenza di tagli, fessurazioni, muffe o screpolature del rivestimento elastico interno. Viene verificata la fluidità di rotazione della valvola manuale di intercettazione idrica e testata l'efficacia del dispositivo di manovra della lancia erogatrice (regolazione del getto da pieno ad atomizzato). Il tecnico ha l'obbligo di misurare la pressione statica della rete idranti in corrispondenza dell'idrante più sfavorito (quello geometricamente più lontano o più alto rispetto al gruppo pompe) utilizzando un manometro tarato inserito su una lancia di prova.

3. Il Collaudo Periodico Annuale (Ogni 12 mesi)

Rappresenta una verifica idraulica sotto pressione del sistema terminale. Una volta all'anno, la tubazione flessibile dell'idrante o del naspo deve essere sottoposta alla pressione di esercizio della rete (solitamente compresa tra i 6 e i 12 bar). Il tecnico srotola la manichetta, mette la tubazione in pressione idrica chiudendo l'estremità della lancia e verifica per un tempo minimo che il tessuto non presenti micro-fori, trafilamenti d'acqua dalle legature metalliche di raccordo o rigonfiamenti anomali della gomma. Al termine del test, la manichetta deve essere perfettamente svuotata dall'acqua residua, asciugata con cura per evitare muffe da ristagno e riavvolta ordinatamente all'interno della sella di supporto della cassetta.

4. Il Collaudo Quinquennale delle Tubazioni (Ogni 5 anni)

È la prova meccanica di massima pressione più severa. Ogni cinque anni, tutte le manichette flessibili UNI 45 e UNI 70 presenti in azienda devono essere smontate dai loro alloggiamenti e sottoposte a una prova idraulica in pressione idrostatica pari a 12 bar (oppure alla pressione massima di esercizio incrementata di un coefficiente di sicurezza stabilito dal produttore).

Questo test serve a accertare la stabilità strutturale del tessuto tessile e la tenuta meccanica dei raccordi in ottone o alluminio fuso di tipo "UNI". Le manichette che non superano la prova o che presentano trafilamenti microscopici devono essere immediatamente scartate, rottamate e sostituite con nuove tubazioni dotate di certificazione di conformità e marcatura a norma. Tutti gli esiti dei controlli semestrali, annuali e quinquennali devono essere controfirmati dal manutentore e trascritti fedelmente nel Registro Antincendio aziendale per tutelare legalmente il datore di lavoro da pesanti sanzioni penali e civili.

Domande frequenti

Manutenzione idranti e reti antincendio: scadenze UNI 671-3 per le aziende?

La protezione attiva contro gli incendi all'interno di stabilimenti industriali ad alta densità manifatturiera, comparti logistici di stoccaggio merci, grandi complessi commerciali e strutture alberghiere non si limita all'installazione dei soli estintori portatili. Qualora l'estensione geometrica dei locali o il carico di incendio specifico superino determinati parametri di vulnerabilità termica stabiliti dal Codice di Prevenzione Incendi, la normativa impone la progettazione e la realizzazione di un impianto idrico fisso di estinzione, comunemente definito rete idranti aziendale.

Cosa si rischia in caso di mancato rispetto della norma?

La norma UNI EN 671-3 articola le attività di verifica e manutenzione su quattro livelli temporali distinti e perentori, la cui omissione costituisce grave violazione penale a carico del datore di lavoro ai sensi dell'Articolo 64 del D.Lgs 81/08:

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