Normativa antincendio per hotel e strutture ricettive:…

Sicurezza Antincendio

Normativa antincendio per hotel e strutture ricettive: regole per i B&B

Risposta rapida

Il settore del turismo e della ricettività alberghiera è sottoposto a una disciplina di prevenzione incendi estremamente rigorosa, finalizzata a tutelare l'incolumità degli ospiti che, trovandosi in un ambiente non familiare e spesso pernottando all'interno della struttura, presentano tempi di reazione e orientamento notevolmente ridotti in caso di emergenza. La normativa di riferimento principale è costituita dal Decreto Ministeriale 9 Agosto 2016 (e successive modifiche introdotte dal Decreto Ministeriale 14 Febbraio 2020), che definisce la Regola Tecnica Verticale (RTV V.5) all'interno del Codice di Prevenzione Incendi.

Questo quadro normativo si applica a tutte le attività ricettive turistico-alberghiere, ma prevede requisiti tecnici e adempimenti burocratici profondamente diversificati in base al numero di posti letto complessivi della struttura.

Per gli hotel e i complessi ricettivi di grandi dimensioni, aventi una capacità ricettiva superiore a 25 posti letto, la struttura rientra formalmente nell'elenco delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco (Attività n. 66 del D.P.R. 151/2011). In questo scenario, il titolare dell'attività ha l'obbligo di presentare una Valutazione del Progetto ai Vigili del Fuoco e, a lavori ultimati, depositare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA Antincendio) corredata dalle certificazioni di resistenza al fuoco delle strutture (REI), dalle omologazioni dei materiali di arredamento interni (reazione al fuoco di tendaggi e materassi classe 1 IM) e dai collaudi degli impianti di rivelazione fumi automatica e spegnimento idranti. Ogni 5 anni, il titolare deve presentare l'istanza di rinnovo periodico della conformità antincendio.

La situazione cambia radicalmente per le strutture ricettive di piccole dimensioni, quali Bed & Breakfast, affittacamere, agriturismi o piccole locande con capacità ricettiva inferiore o uguale a 25 posti letto. Tali attività non sono soggette ai controlli diretti dei Vigili del Fuoco e non necessitano del rilascio del CPI o della presentazione della SCIA Antincendio ai sensi del DPR 151/11. Tuttavia, l'assenza dell'obbligo burocratico non deve essere assolutamente confusa con un'esenzione totale dal rispetto delle norme di sicurezza. Il titolare di un B&B è civilmente e penalmente responsabile della sicurezza degli alloggiati e deve garantire il rispetto dei requisiti minimi di sicurezza antincendio stabiliti dalla normativa nazionale e dai regolamenti edilizi e di igiene locali.

All'interno di un Bed & Breakfast, il gestore deve implementare presidi fondamentali per la gestione di un principio d'incendio. È obbligatorio installare estintori portatili idonei, distribuiti in modo da essere facilmente raggiungibili lungo i corridoi o in prossimità della cucina comune. Gli estintori consigliati sono quelli a polvere da 6 kg con classe di estinzione non inferiore a 34A 233B C, oppure estintori a CO2 per la protezione dei quadri elettrici domestici. Tali presidi devono essere sottoposti a manutenzione semestrale regolare da parte di un'azienda specializzata, registrando i controlli sul cartellino di verifica. Inoltre, è necessaria la presenza di una cartellonistica di sicurezza minima che indichi i percorsi d'esodo e i numeri di emergenza, esposta in modo chiaro all'interno di ciascuna camera da letto in lingua italiana e inglese.

Un focus tecnologico fondamentale per i B&B e le piccole locande riguarda l'installazione di sistemi di rivelazione e allarme calore/fumo di tipo domestico ma certificati a norma UNI EN 14604. Il posizionamento di piccoli rivelatori autonomi a batteria (ottici di fumo) nei corridoi della zona notte e nelle aree a maggior rischio come le cucine rappresenta un investimento minimo in termini economici ma di valore inestimabile per la sicurezza: in caso di incendio notturno, il dispositivo attiverà una sirena ad alta intensità acustica, svegliando immediatamente gli ospiti e concedendo loro il tempo vitale per abbandonare l'appartamento prima della saturazione dei locali da parte dei gas tossici, evitando contestazioni legali distruttive per la responsabilità contrattuale del gestore.

Domande frequenti

Normativa antincendio per hotel e strutture ricettive: regole per i B&B?

Il settore del turismo e della ricettività alberghiera è sottoposto a una disciplina di prevenzione incendi estremamente rigorosa, finalizzata a tutelare l'incolumità degli ospiti che, trovandosi in un ambiente non familiare e spesso pernottando all'interno della struttura, presentano tempi di reazione e orientamento notevolmente ridotti in caso di emergenza. La normativa di riferimento principale è costituita dal Decreto Ministeriale 9 Agosto 2016 (e successive modifiche introdotte dal Decreto Ministeriale 14 Febbraio 2020), che definisce la Regola Tecnica Verticale (RTV V.5) all'interno del Codice di Prevenzione Incendi.

Di chi è la responsabilità?

In questo scenario, il titolare dell'attività ha l'obbligo di presentare una Valutazione del Progetto ai Vigili del Fuoco e, a lavori ultimati, depositare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA Antincendio) corredata dalle certificazioni di resistenza al fuoco delle strutture (REI), dalle omologazioni dei materiali di arredamento interni (reazione al fuoco di tendaggi e materassi classe 1 IM) e dai collaudi degli impianti di rivelazione fumi automatica e spegnimento idranti.

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