Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE): quando è…

Sicurezza Antincendio

Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE): quando è obbligatorio redigerlo?

Risposta rapida

La gestione organizzativa delle emergenze all'interno dei luoghi di lavoro costituisce uno degli adempimenti prioritari e più complessi attribuiti alla figura del datore di lavoro dall'ordinamento giuridico italiano sulla sicurezza sussistente nel D.Lgs 81/08. In presenza di un evento straordinario e pericoloso — quale uno sviluppo di incendio generalizzato, una fuga di gas tossici industriali, un crollo strutturale localizzato, un evento sismico o un allagamento straordinario — l'azienda non può affidare la salvaguardia della vita dei propri dipendenti all'improvvisazione del momento o all'istinto di sopravvivenza individuale dei singoli lavoratori.

È indispensabile predisporre un protocollo organizzativo e operativo scritto, dettagliato e preventivamente testato, denominato tecnicamente Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE).

I criteri e i parametri tassativi che determinano l'obbligatorietà legale della redazione scritta del Piano di Emergenza ed Evacuazione sono stati ridefiniti dal Decreto Ministeriale 2 Settembre 2021 (Decreto GSA), il quale ha introdotto soglie quantitative e qualitative precise per fare chiarezza ed eliminare le ambiguità interpretative del passato. Ai sensi dell'Articolo 2 del citato decreto, il datore di lavoro ha l'obbligo assoluto di redigere il PEE in forma scritta in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti strutturali o dimensionali dell'attività:

  • Presenza di almeno 10 lavoratori dipendenti: Qualsiasi azienda, fabbrica, ufficio o cantiere edile che occupi stabilmente nel proprio organico aziendale un numero pari o superiore a 10 lavoratori subordinati (compresi i soci d'opera, i dipendenti part-time, i contratti a tempo determinato e gli stagisti) deve possedere il piano scritto.
  • Attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (D.P.R. 151/2011): Qualora l'azienda rientri nell'elenco delle 80 attività soggette all'obbligo di possesso del Certificato di Prevenzione Incendi o della SCIA Antincendio (es. autorimesse sopra i 300 mq, centrali termiche sopra i 116 kW, negozi sopra i 400 mq, hotel, scuole), il PEE è obbligatorio anche se l'attività è gestita con un numero di dipendenti inferiore a 10, o persino in totale assenza di dipendenti, a tutela del pubblico frequentatore.
  • Luoghi di lavoro aperti al pubblico con affollamento superiore a 50 persone: Strutture commerciali, ristoranti, bar, sale congressi o poli espositivi in cui sia consentito l'accesso contemporaneo di oltre 50 cittadini esterni, a prescindere dal numero di dipendenti in organico.

Nelle piccole aziende che non raggiungono nessuna delle tre soglie sopra citate (es. un piccolo ufficio con 4 dipendenti non soggetto a CPI), il datore di lavoro non è obbligato a redigere il pesante documento formale del PEE, ma permane l'obbligo inderogabile di adottare idonee misure organizzative per la gestione dell'esodo, illustrando graficamente ai lavoratori le vie di fuga e le uscite di sicurezza e provvedendo alla nomina e formazione degli addetti antincendio.

La struttura intrinseca di un Piano di Emergenza ed Evacuazione a norma di legge deve essere estremamente analitica, chiara e priva di ambiguità testuali, fungendo da vera e propria guida operativa per la squadra emergenza. Il documento deve contenere dettagliatamente:

  • L'organigramma della sicurezza delle emergenze: L'identificazione chiara, con nomi, cognomi e numeri di telefono interni, del coordinatore delle emergenze, degli addetti antincendio di piano e dei responsabili del primo soccorso medico.
  • Le procedure di allarme e comunicazione interna: La descrizione delle modalità con cui viene intercettato il pericolo (es. attivazione rilevatori automatici fumo o segnalazione verbale) e di come viene diffuso l'ordine di evacuazione generale a tutto lo stabilimento (tramite sirene acustiche fisse, messaggi vocali preregistrati EVAC o altoparlanti manuali).
  • I compiti specifici assegnati alla squadra emergenza: Le azioni tassative che gli addetti devono compiere prima di abbandonare lo stabilimento, quali l'intercettazione delle valvole generali del gas metano, lo sgancio dell'interruttore elettrico generale, la verifica che nessuno sia rimasto bloccato all'interno dei servizi igienici o dei locali tecnici isolati, e il supporto logistico ai disabili motori o sensoriali presenti.
  • La definizione dei percorsi di esodo e del Punto di Raccolta Esterno: La mappatura dei corridoi di fuga e l'individuazione di un'area sicura all'aperto (parcheggio, cortile, piazza) denominata Punto di Raccolta, all'interno della quale tutti i dipendenti evacuati devono radunarsi per consentire ai responsabili di effettuare l'appello nominale mediante il Libro Unico del Lavoro, identificando immediatamente eventuali dispersi da segnalare ai Vigili del Fuoco al loro arrivo.

Il Piano di Emergenza ed Evacuazione non può rimanere un documento cartaceo archiviato negli uffici della direzione aziendale. La legge impone l'obbligo di condurre almeno una prova pratica di evacuazione generale all'anno, estesa a tutti i lavoratori presenti nello stabilimento. Durante la prova, viene simulato lo sviluppo di un incendio con l'attivazione dei sistemi di allarme: gli addetti devono attuare le procedure scritte e i dipendenti devono abbandonare ordinatamente le proprie postazioni di lavoro per raggiungere il punto di raccolta esterno. L'esito della prova, i tempi effettivi di esodo e le eventuali criticità riscontrate (es. porte tagliafuoco difficili da aprire o vie di fuga parzialmente ingombrate) devono essere verbalizzati per iscritto e inseriti nel Registro Antincendio aziendale. L'omessa redazione del PEE o la mancata effettuazione della prova di evacuazione annuale costituiscono gravi violazioni penali proprie del datore di lavoro, punite con sanzioni detentive ed emendamenti pecuniari severi ai sensi del D.Lgs 81/08.

Domande frequenti

Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE): quando è obbligatorio redigerlo?

La gestione organizzativa delle emergenze all'interno dei luoghi di lavoro costituisce uno degli adempimenti prioritari e più complessi attribuiti alla figura del datore di lavoro dall'ordinamento giuridico italiano sulla sicurezza sussistente nel D.Lgs 81/08. In presenza di un evento straordinario e pericoloso — quale uno sviluppo di incendio generalizzato, una fuga di gas tossici industriali, un crollo strutturale localizzato, un evento sismico o un allagamento straordinario — l'azienda non può affidare la salvaguardia della vita dei propri dipendenti all'improvvisazione del momento o all'istinto di sopravvivenza individuale dei singoli lavoratori.

Cosa si rischia in caso di mancato rispetto della norma?

L'omessa redazione del PEE o la mancata effettuazione della prova di evacuazione annuale costituiscono gravi violazioni penali proprie del datore di lavoro, punite con sanzioni detentive ed emendamenti pecuniari severi ai sensi del D.Lgs 81/08.

Di chi è la responsabilità?

Ai sensi dell'Articolo 2 del citato decreto, il datore di lavoro ha l'obbligo assoluto di redigere il PEE in forma scritta in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti strutturali o dimensionali dell'attività:

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