Barriere tagliafuoco e sigillature d'impianti: la…
Sicurezza Antincendio
Barriere tagliafuoco e sigillature d'impianti: la protezione passiva nei condomini
Risposta rapida
All'interno dell'ingegneria della sicurezza antincendio applicata agli edifici condominiali residenziali e ai complessi multifamiliari, le strategie difensive contro l'azione distruttiva del fuoco si articolano in due macro-categorie distinte: la protezione attiva (costituita da dispositivi che richiedono un'azione meccanica o elettronica per operare, come gli estintori e i rilevatori di fumo) e la protezione passiva. Quest'ultima è rappresentata dall'insieme delle soluzioni costruttive, strutturali e di isolamento geometrico che operano per il solo fatto di esistere all'interno del fabbricato, senza la necessità di alimentazione elettrica o attivazione umana, avendo come obiettivo primario il contenimento del focolaio d'incendio all'interno del locale in cui si è originato, impedendo la propagazione laterale e verticale dei fumi tossici e del calore verso gli appartamenti adiacenti e preservando la stabilità statica dell'intero palazzo.
Il concetto cardine della protezione passiva è la compartimentazione antincendio. L'edificio viene idealmente e strutturalmente suddiviso in "scatole sigillate" denominate compartimenti stagni, delimitate da pareti perimetrali, solai orizzontali e coperture dotati di un'elevata resistenza al fuoco certificata (espressa in minuti di tenuta termica e meccanica attraverso le classificazioni REI o EI 60, 90, 120). Tuttavia, la reale efficienza di un compartimento antincendio condominiale viene costantemente minata e compromessa dalla necessità impiantistica quotidiana dello stabile: la presenza dei cavedi tecnici verticali, delle canalizzazioni degli scarichi idraulici, dei condotti dell'impianto di riscaldamento, delle dorsali dei cavi elettrici condominiali e dei tubi del gas metano. Tutti questi impianti devono necessariamente perforare e attraversare le pareti e i solai tagliafuoco per distribuire i servizi ai singoli appartamenti.
Ogni singolo foro murario o attraversamento impiantistico non protetto costituisce un punto di vulnerabilità drammatico. In caso di incendio in un appartamento del Piano Terra, il fumo nero e i gas caldi sotto pressione trovano nei fori dei passaggi dei cavi elettrici o delle tubazioni in PVC la via di fuga ideale, risalendo i cavedi e invadendo gli appartamenti del primo, secondo e terzo piano nel giro di pochi minuti, provocando il decesso per asfissia degli inquilini ben prima che le fiamme raggiungano i loro alloggi. Per eliminare questa vulnerabilità strutturale, la normativa antincendio impone l'obbligo di eseguire la sigillatura tagliafuoco di tutti gli attraversamenti impiantistici mediante l'installazione di barriere antincendio passive certificate secondo gli standard europei UNI EN 1366.
Le soluzioni ingegneristiche di protezione passiva applicate negli impianti condominiali variano in base alla natura chimico-fisica della tubazione che attraversa la parete tagliafuoco:
- Tubazioni plastiche combustibili (Scarichi in PVC, PP, PE): Quando il fuoco investe un tubo di scarico in plastica, questo si consuma e si scioglie completamente, lasciando un foro aperto nella parete tagliafuoco attraverso il quale passano i fumi. Per sigillare questi attraversamenti si utilizzano i collari tagliafuoco intumescenti. Si tratta di anelli metallici fissati alla parete attorno al tubo, contenenti all'interno speciali guarnizioni a base di grafite che, quando la temperatura supera i 150 °C, si espandono quadruplicando il proprio volume originario ed esercitando una pressione meccanica tale da strozzare il tubo di plastica fuso, sigillando ermeticamente il foro murario e bloccando il fumo per ore.
- Tubazioni metalliche (Tubi in acciaio o rame del riscaldamento e gas): I tubi metallici non fondono facilmente, ma costituiscono ottimi conduttori termici. Il calore del fuoco riscalda il metallo per conduzione chimica: il tubo attraversa la parete e diventa incandescente nel locale adiacente, incendiando per contatto i materiali combustibili vicini (es. tende, arredi). In questo caso, l'attraversamento viene protetto applicando speciali coppelle in lana di roccia ad alta densità rivestite di vernici intumescenti ablative che assorbono il calore impedendone la trasmissione lineare.
- Dorsali e passerelle di cavi elettrici: I cavi elettrici creano fasci irregolari difficili da sigillare con sistemi rigidi. Si utilizzano in questo caso sacchetti termoespandenti o pannelli in lana di roccia rivestiti di mastice endotermico speciale, capaci di occludere tutti gli spazi interstiziali tra un cavo e l'altro in caso di picco termico.
La responsabilità del mantenimento e della verifica dell'integrità di tutte le barriere tagliafuoco e delle sigillature impiantistiche nelle parti comuni del condominio grava direttamente sull'amministratore di condominio. Molto spesso, a seguito di lavori straordinari di installazione della fibra ottica, di sostituzione di tubazioni idriche o di adeguamento degli impianti elettrici operati da ditte private sprovviste di competenze antincendio, gli operai forano le pareti REI distruggendo i sigilli preesistenti e lasciando i varchi aperti al termine dei lavori. L'amministratore ha l'obbligo di vigilare sull'operato delle ditte appaltatrici e deve richiedere, al termine di ogni opera, il rilascio della Dichiarazione di Corretta Posa a norma della protezione passiva. Nelle scadenze del rinnovo periodico della SCIA Antincendio (ogni 5 anni), il Professionista Antincendio incaricato esegue ispezioni visive approfondite sui cavedi tecnici, asseverando l'efficienza delle sigillature. L'omessa cura di questi dispositivi passivi priva il fabbricato della protezione fondamentale, determinando responsabilità penali dirette per l'amministratore in caso di disastro.
Domande frequenti
Barriere tagliafuoco e sigillature d'impianti: la protezione passiva nei condomini?
All'interno dell'ingegneria della sicurezza antincendio applicata agli edifici condominiali residenziali e ai complessi multifamiliari, le strategie difensive contro l'azione distruttiva del fuoco si articolano in due macro-categorie distinte: la protezione attiva (costituita da dispositivi che richiedono un'azione meccanica o elettronica per operare, come gli estintori e i rilevatori di fumo) e la protezione passiva. Quest'ultima è rappresentata dall'insieme delle soluzioni costruttive, strutturali e di isolamento geometrico che operano per il solo fatto di esistere all'interno del fabbricato, senza la necessità di alimentazione elettrica o attivazione umana, avendo come obiettivo primario il contenimento del focolaio d'incendio all'interno del locale in cui si è originato, impedendo la propagazione laterale e verticale dei fumi tossici e del calore verso gli appartamenti adiacenti e preservando la stabilità statica dell'intero palazzo.
Cosa si rischia in caso di mancato rispetto della norma?
Per eliminare questa vulnerabilità strutturale, la normativa antincendio impone l'obbligo di eseguire la sigillatura tagliafuoco di tutti gli attraversamenti impiantistici mediante l'installazione di barriere antincendio passive certificate secondo gli standard europei UNI EN 1366.
Di chi è la responsabilità?
La responsabilità del mantenimento e della verifica dell'integrità di tutte le barriere tagliafuoco e delle sigillature impiantistiche nelle parti comuni del condominio grava direttamente sull'amministratore di condominio.
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